JAMES COTTON

JAMES COTTON & FABRIZIO POGGI

La scomparsa di James Cotton mi ha toccato profondamente.
Ho avuto la notizia durante il tour negli Stati Uniti con Guy Davis.
Per entrambi James è stato un maestro.
Proprio qui negli States ho vissuto ancora più profondamente questa grande perdita per il blues ma ho anche percepito la grande forza di questo grande artista. Ovunque abbia suonato nelle sere successive potevo toccare con mano l’affetto e l’amore per un grande dell’armonica. Qui negli USA ancora di più ovviamente.
Ho perso un padre, un maestro, un faro luminoso che pur senza averlo mai saputo se non in anni recenti mi ha insegnato tante cose.
Sono davvero triste. La sera stessa in un locale in New Jersey ho suonato Amazing Grace per lui.
Ci accomunava oltre all’armonica la stessa data di nascita ovvero il 1 luglio.
Quasi come se avessimo il destino comune di provare a toccare il cuore delle persone con la nostra armonica.
Da anni ormai ci facevamo gli auguri a vicenda ogni primo luglio che Dio mandava sulla terra. Ci scambiavamo battute sull’età, sulla vita.
Si perchè era anche un grande uomo. Lo incontrai diverse volte e l’affetto che ci univa era sempre commovente.
Non c’è bisogno che racconti chi era e cosa ha fatto. Nel mio libro “Il soffio dell’anima: armoniche e armonicisti blues” gli ho dedicato cinque pagine. Aveva combattuto tante battaglie, durissime battaglie, pensavo ce la facesse anche questa volta.
Ma qualcuno da lassù aveva davvero bisogno di un grandissimo armonicista e così siamo rimasti senza.
Ma la sua musica vivrà per sempre. Il suo sorriso rimarrà per sempre scolpito nel mio cuore,
il suo affetto riscalderà per sempre la mia anima.
Ci mancherà. Tantissimo.
Ciao James see you on the other side
Fabrizio Poggi

Sonny & Brownie’s Last Train (cd 2017)












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GARTH HUDSON (THE BAND)

GARTH HUDSON

Parola di genio
di Fabrizio Poggi
(courtesy of Folk Bulletin 2011)

Fabrizio Poggi and Garth Hudson (The Band) live

Fabrizio Poggi & Garth Hudson (2007) foto di Stefano San Bartolomeo

E che Garth Hudson sia un genio è ormai un fatto conclamato. Fa parte di quel nugolo di musicisti che la rivista Rolling Stones ha eletto nell’olimpo di coloro che hanno lasciato un segno indelebile nella musica del Novecento. Nel 1970 Time magazine scriveva: “Garth Hudson è il più brillante organista che ci sia nel mondo del rock”. E in quegli anni di organisti bravi in giro ce n’erano parecchi.
Ho avuto il privilegio di frequentare spesso Garth Hudson in questi ultimi anni. Lui ha suonato in un paio di miei dischi facendomi commuovere fino alle lacrime. E’ uno dei miei maestri. Durante le nostre frequentazioni, sia personali sia epistolari, Garth ed io abbiamo chiacchierato a lungo e quest’uomo dolce e riservato mi ha raccontato tante belle storie.
Eric Garth Hudson, questo il suo nome completo è nato il 2 agosto del 1937 a Windsor, Ontario, in Canada. Con le sue tastiere, la sua fisarmonica ed il suo organo è stato per anni uno dei principali architetti sonori di quel gruppo straordinario che risponde al nome di The Band. Garth durante la sua lunghissima carriera ha suonato davvero con tantissimi grandi musicisti.
Questi gli artisti più famosi con cui ha collaborato in ordine rigorosamente alfabetico: Eric Andersen, David Bromberg, Paul Butterfield, Bobby Charles, Eric Clapton, Leonard Cohen, Crosby Stills Nash & Young, Dixie Hummingbirds, Donovan, Bob Dylan, Keith Emerson, Marianne Faithfull, Indigo Girls, John Hammond, Emmylou Harris, John Hiatt, Nora Jones, Daniel Lanois, Colin Linden, David Lindley, Los Lobos, Lyle Lovett, Joni Mitchell, Van Morrison, Charlie Musselwhite, North Mississisippi All Stars, Jaco Pastorius, Pinetop Perkins e … la lista è lunghissima.
Durante le pause delle session di registrazione Garth mi ha confidato di dovere molto del suo amore per la musica ai suoi genitori. Sua madre suonava piano e fisarmonica e cantava mentre suo padre suonava sassofono, clarinetto, flauto e piano. Furono loro a fargli avere un’educazione musicale “seria”. A London, Ontario dove è cresciuto ha studiato piano, teoria musicale, armonia e composizione. Il suo primo brano lo scrisse a undici anni. Non ne aveva ancora dodici quando nel 1949 cominciò a suonare in un’orchestra da ballo. Un giorno Garth mi disse che quand’era ragazzo imparò diverse cose suonando per lo zio che era proprietario di un’agenzia di pompe funebri! Fu nel 1958 (l’anno in cui sono nato io) che Hudson si unì al suo primo gruppo rock. Si chiamavano The Capers. Nel dicembre del 1961, entrando negli Hawks la band che accompagnava il rocker Ronnie Hawkins, il ventiquattrenne tastierista diede una svolta non solo alla sua vita ma a quella dell’intera musica rock. Fu lì che incontrò i suoi celebri compagni d’avventura: il ventunenne Levon Helm alla batteria, e i diciottenni Robbie Robertson, Rick Danko e Richard Manuel rispettivamente alla chitarra, al basso e al piano. La storia del suo ingresso nella band è nota, ma è così bella che forse vale la pena di raccontarla un’altra volta. Per paura che i suoi genitori ci rimanessero male pensando che Garth stesse buttando via anni di brillanti studi musicali per suonare in una rock ‘n’ roll band, il mitico tastierista propose alla band un geniale espediente. Avrebbe detto ai suoi genitori di essere entrato nella band come “consulente musicale”. Per rendere la cosa ancora più credibile i suoi colleghi di gruppo dovevano pagare a Garth dieci dollari a settimana per le sue “lezioni” di teoria musicale. Il resto del gruppo accettò di buon grado. Avere un musicista “vero” nella band avrebbe fatto comodo a tutti e sicuramente tutti avrebbero imparato qualcosa di utile. D’altro canto i genitori di Garth sarebbero stati contenti, perché si sarebbero resi conto che il loro figliolo stava mettendo a frutto i suoi studi musicali. Più tardi sempre nel film di Scorsese “The last Waltz” ricordando quei giorni Garth dirà: “All’epoca c’era la credenza che il jazz e altre musiche simili fossero musiche malvagie senza pensare che in realtà i più grandi predicatori di strada di New York in quegli anni erano i musicisti jazz. Musicisti in grado di guarire la gente attraverso la musica. Sapevano come utilizzare i suoni per far star bene la gente”.
Maestro dell’organo Lowrey (che nei primi anni Sessanta era molto meno usato del più celebre Hammond), lo stile assolutamente inconfondibile di Hudson, ha influenzato lo sviluppo dei moderni sintetizzatori. Un giorno chiesi a Garth perchè preferì il Lowrey all’Hammond che all’epoca era l’organo prediletto dai tastieristi rock. Garth mi rispose che il suono dell’Hammond gli piaceva ma non lo entusiasmava. Preferiva quello del Lowrey. Quell’organo sembrava offrirgli possibilità timbriche ancora inesplorate.
Garth Hudson è un uomo di poche parole.
Almeno all’apparenza perchè poi se riesci a diventargli amico (ma si può diventare amici di una leggenda?) ti racconta storie che ha già raccontato un’infinità di volte per il solo piacere di vederti sorridere contento. Quando gli chiesi come erano diventati la band di Bob Dylan lui mi disse che a presentarli ad Albert Grossman il manager di Dylan fu l’assistente di quest’ultimo Mary Martin una ragazza canadese originaria dell’Ontario. Mary sapeva che Dylan stava cercando una band e fece in modo di metterli in contatto. Era il 1965, loro si chiamavano ancora The Hawks ed erano reduci da una seduta di registrazione per un disco di John Hammond Jr. La prima cosa che fecero con Dylan fu registrare il singolo “Can You Please Crawl Out Your Window?”. Dylan fu molto contento del risultato così nel gennaio 1966 gli Hawks che qualcuno cominciava già a chiamare semplicemente The Band registrarono parecchio materiale, parte del quale finirà in quel capolavoro che si chiama “Blonde on Blonde”. Subito dopo intrapresero con Dylan il controverso “tour elettrico” dello stesso anno girando, States, Europa e Australia (un bellissimo album tratto da quella esperienza dal titolo “The Royal Albert Hall Concert”, verrà finalmente dato alle stampe nel 1998 n.d.r.). In seguito al “celebre” incidente motociclistico avvenuto nel luglio del 1966 Garth e gli altri membri di The Band si trasferirono nell’ormai leggendaria Big Pink, una casa dipinta di rosa situata a West Saugerties, nello stato di New York poco fuori Woodstock. In realtà a Big Pink risiedevano stabilmente solo Hudson, Danko e Manuel ma il gruppo si riuniva nella cantina di quella casa per provare e registrare canzoni con Dylan: brani straordinari che parecchi anni dopo verranno alla luce con il nome di “The Basement Tapes”.
Fu lì che il gruppo decise di diventare The Band. Garth me lo ha confermato anche personalmente più di una volta. E fu sempre lì che venne concepito il loro album di debutto. Era il 1968 quando uscì “Music from Big Pink” un disco destinato per usare le parole di Eric Clapton “a cambiare non solo la sua vita ma l’intero corso della musica americana”. Garth mi ha anche confidato che il passaggio di nome da The Hawks a The Band non fu proprio immediato. Vi fu un brave periodo che su suggerimento di Levon Helm avevano deciso di chiamarsi The Crackers. Poi visto che nel giro di Bob Dylan tutti li chiamavano The Band decisero di seguire l’onda e prendersi quel nome.
Garth è diventato celebre anche non solo come tastierista ma anche come abilissimo suonatore di fisarmonica. I suoi fraseggi con quello strumento non sono mai scontati e banali, ma sempre estremamente originali e seducenti. Hudson mi ha detto di aver ascoltato molto non solo i fisarmonicisti cajun della Louisiana ma anche e soprattutto i grandi maestri europei. E tutto ciò viene fuori quando Garth suona la sua fisarmonica. E anche qui il suo “signature sound” è assolutamente inconfondibile.
Sempre all’avanguardia Garth che ama stare sul palco circondato da mille tastiere, fu uno dei primi a usare il Clavinet e i sintetizzatori in generale. E sempre in maniera assolutamente innovativa. Basti ricordare ad esempio quando in “Up On Cripple Creek” Hudson suona il Clavinet attraverso un pedale wah – wah. L’effetto è stupefacente ed è passato alla storia.
Chi tra i fan di The Band non ricorda l’inconfondibile suono di uno scacciapensieri o il gracidio delle rane che popolano le paludi del sud degli States che Garth evoca attraverso le sue tastiere nel brano in questione? Quel sound influenzerà centinaia di tastieristi funky in tutto il globo, Stevie Wonder compreso, per sua stessa ammissione.
A Garth non piace parlare dei motivi che hanno portato allo scioglimento di The Band. E va quindi rispettato. Quello che lui da anni dice è che non ci sono segreti dietro quello che è accaduto e che tutto quello che c’è da sapere è tutto dentro a “The Last Waltz” l’immortale disco e film che celebrano “la fine” una band paradossalmente destinata a durare “per sempre” anche grazie a quel concerto con tantissimi ospiti che la band diede a San Francisco il Giorno del Ringraziamento del 1976.

Garth Hudson phot by JOHN SCHEELE

foto di John Scheele


L’ intervista
Partirei parlando del tuo album Garth Hudson Presents a Canadian Celebration of The Band. inciso con nomi importanti come Neil Young, Bruce Cockburn, Blue Rodeo, Cowboy Junkies e tanti altri. Come è nato quindi il progetto?

Per tanti anni mi è stato chiesto più volte quali fossero le mie canzoni preferite tra quelle che ho registrato con The Band. Questo disco è la mia risposta. Un giorno mia moglie Maud mi disse che registrare alcuni di quei brani nel modo in cui l’abbiamo fatto, non solo avrebbe prodotto un bel disco ma anche onorato il Canada, la mia terra. Ci sono voluti in totale due mesi per realizzare il tutto. Considera che il disco è stato interamente registrato in Canada. Per inciderlo ho macinato diversi chilometri in macchina. Ho fatto la spola tra Toronto, dove c’erano gli studi, e le Catskill Mountains vicino a Woodstock dove vivo.

Garth tu sei un’autentica leggenda vivente e sei stato testimone di tanti cambiamenti avvenuti nel corso degli ultimi cinquant’anni. Qual è la tua percezione del mondo odierno musicale e non in un periodo come questo in cui tutto sembra muoversi così velocemente?
Hai ragione oggi il mondo si muove davvero in fretta. Il fatto è che io mi muovo ancora più veloce di lui. E lui non riesce mai a prendermi!

In che cosa sono diversi i giovani musicisti di oggi da quelli della tua della tua generazione?
Potrei andare avanti per ore a parlare di quali siano le differenze tra la loro generazione e la nostra, ma cercherò di essere breve… Oggi i musicisti attraverso i computer hanno più possibilità e risorse. Possono persino scrivere musica con il computer. Per non parlare poi di internet e delle tecnologie audio e video digitali. E’un mondo davvero differente rispetto a quando ero giovane io in cui le uniche fonti di riferimento erano la radio e il giradischi. Ci sono alcune cose che comunque io ritengo ancora attuali come i libri e gli insegnanti di musica. E poi, non mi stancherò mai di ripeterlo: imparare a leggere e a scrivere musica sarà sempre molto importante.

Perchè secondo te – oggi forse più che mai – The Band è ancora un riferimento autorevole per chiunque ami la musica?
Credo di saperlo, ma perché non lo chiedi direttamente a chi la pensa così e poi mi riferisci ciò che hanno detto? (Garth ride timidamente n.d.r.)

Riferendoci a The Band, quando hai capito che qualcosa di speciale stava avvenendo?
Fu nell’estate del 1965. All’epoca mentre suonavamo al Tony Mart’s di Ocean City, New Jersey. Qualcuno ci disse che Bob Dylan era stato “incoraggiato” a venire a sentire un concerto degli Hawks (all’epoca ci chiamavamo così) e a considerare seriamente la possibilità di lavorare insieme. Dylan venne poi alla Friar’s Tavern a Toronto, ci ascoltò attentamente e subito dopo decise di prenderci con lui. Credo che Bob avesse apprezzato il nostro rispetto per i testi delle canzoni e che tutti i nostri abbellimenti e tutti gli assoli fossero coerenti con le parole dei brani che suonavamo. Credo che Dylan capì che parlavamo la sua stessa lingua, il suo stesso idioma.

Quando riferendoci sempre a The Band hai capito che qualcosa stava andando per il verso sbagliato?
Per me niente è andato storto con The Band. E’ stata una fase delle nostre vite e credo che durante la sua esistenza il gruppo abbia ampiamente raggiunto l’obbiettivo della sua missione, ovvero suonare buona musica.

Gli anni successivi allo scioglimento di The Band furono tempi bui oppure eravate già pronti per nuovi progetti musicali?
Ognuno di noi portava avanti progetti personali anche quando la band era insieme. Era una cosa piuttosto naturale cercare di realizzare i nostri sogni individuali.

C’è ancora qualcosa che vorresti realizzare? Un sogno nel cassetto?
Fondare il GARTH HUDSON Institute. Una risorsa in cui metterei i miei metodi di apprendimento a disposizione di studenti e insegnanti di università e scuole in generale.

John Simon fu parte integrale di The Band. Spesso si dimentica la sua importanza nello sviluppo del sound del gruppo. Tu cosa mi dici in proposito?
Che sono d’accordo. Fu John Simon a produrre “Music From Big Pink”. Fu molto importante averlo in studio dove ci aiutò a rendere il nostro suono più dinamico suggerendoci nuovi accordi e concezioni musicali. Senza dimenticare la sua abilità come tecnico del suono, la sua razionalità e la sua magia. E’un uomo di grande talento e un buon amico.

Garth Hudson photo by Dino Perrucci

foto di Dino Perrucci

Cosa c’era di speciale all’epoca nell’area intorno a Woodstock che ha fatto si che tanti artisti si trasferissero da quelle parti? Anche oggi secondo te c’è una magia particolare in quei luoghi?
Sono sicuro che ci sarà sempre una spiritualità speciale in questi luoghi.
Tutto cominciò all’inizio del 1700 quando alcuni coloni con una sensibilità artistica decisero di trasferirsi dalla città di Kingston all’area intorno alle Catskill Mountains. Lì costruirono le loro fattorie coltivando la parte più elevata delle colline. Lo fecero, credo, per trarre inspirazione dal contatto con la natura. E in effetti è davvero una zona bellissima con molti animali selvaggi, sterminate foreste di pini e un clima davvero stimolante.
Nella Big Pink come si sa ci siamo molto divertiti e ancora oggi è davvero confortevole vivere in un area popolata da così tanti artisti. Dopotutto qui erano di casa Rip Van Winkle (il personaggio creato da Washington Irving che scomparve per venti anni dopo essersi addormentato sotto un albero n.d.r.); il cavaliere senza testa che terrorizzava la vicina TarryTown (protagonista del racconto “La leggenda di Sleepy Hollow” scritto da Washington Irving nel 1820 n.d.r.); e poi tutta la scuola pittorica dell’Hudson river. Qui Johnny Appleseed (celebre ambientalista statunitense n.d.r.) piantò molti dei suoi alberi di mele. Le persone che si incontrano da queste parti sono piuttosto gentili quando ti capita di incontrarli dal fruttivendolo o dal macellaio. Tutti coloro che qui hanno vissuto e prodotto arte hanno contribuito al sentimento di Spiritualità che pervade quest’area.

Si può dire che lo stile della band si sviluppo a Woodstock durante la registrazione dei leggendari “Basement Tapes”?
Solo in parte perché la musica che suonavamo a Woodstock era la stessa che eseguivamo prima del “periodo Big Pink”. Le note e gli arrangiamenti erano gli stessi. C’era solo un po’ meno Rhythm and Blues. Il blues lo suonavamo ancora, ma solo occasionalmente, di solito all’inizio di una sessione di prove. Quello fu anche il periodo in cui imparammo anche a stare sul palco.

In quegli anni la musica suonata da The Band era totalmente diversa da quella di chiunque altro, anche se negli anni Sessanta di musica interessante se ne è prodotta parecchia. A quel tempo ascoltavi la musica di altri gruppi? Eri al corrente di ciò che suonavano gli altri musicisti?
Ascoltavo di tutto: Dr. John, Grateful Dead, Fairport Convention, Morgana King (una cantante di jazz n.d.r.), Koto Music (musica giapponese n.d.r), Ravi Shankar, gli Osborne Brothers, Eddie Palmieri (celebre pianista latinoamericano n.d.r.), gli Shape Note Singers (gruppi di musica spirituale n.d.r.), Joni Mitchell, Grace Slick, i Bengali Bauls con Purna Das e i Bauls of Bengal (musicisti indiani che per un po’ vissero e registrarono a Woodstock n.d.r.)

Parlando di interviste non posso nasconderti che ciò che hai detto durante “The Last Waltz” a proposito dei musicisti di New York che suonavano jazz per strada mi ha molto colpito. Soprattutto quel passaggio in cui parli del potere che la musica ha quando riesce ad arrivare nel profondo dell’anima della gente. Diresti le stesse cose anche oggi?
Direi di si, anche se oggi forse non lo direi del jazz. La musica che si suona oggi nei club dove si rifugiano i nottambuli serve ancora a dare sollievo allo spirito. E poi è indispensabile per tutti coloro che hanno bisogno di analizzarla, identificarla e collocarla nelle varie categorie musicali.
(e qui Garth ride sornione)

Quale pensi che sia l’eredità musicale di The Band?
Gran parte dei suoni, del linguaggio e dello stile da noi iniziati sono ancora largamente usati nella musica di oggi. E lo sarà anche nel futuro, ne sono sicuro.

C’è qualcosa che vorresti aggiungere?

Si, mi piacerebbe che ognuno di voi comprasse una copia del mio album “Garth Hudson presents a Canadian Celebration of The Band”.

Grazie a Maud Hudson per la preziosa collaborazione.

Garth Presents_cover cd

FAB RADIO GENNAIO 2017

MIKE ZITO
MAKE BLUES NOT WAR

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Awesome! Eccezionale! E’ sempre bello poter usare questi aggettivi per un amico che tra l’altro è probabilmente il miglior cantante e chitarrista rock blues in giro oggi. Southern rock, blues, Allman, Lynyrd, Steve Ray, ZZ Top, Cream e psichedelia anni 70 convogliati in un suono potente e mai sopra le righe anche grazie alla brillante produzione di Tom Hambridge. La title track da sola con l’armonica di Jason Ricci e la slide di Mike da sola vale l’acquisto dell’intero disco. Non perdetelo!

MITCH WOODS
JAMMIN’ ON THE HIGH C’S

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A great piano player captured live! Mitch Woods straordinario pianista e fantastica sintesi tra Louis Prima , Professor Longhair e Fats Domino, fu uno dei primi artisti con cui jammai al mitico Notturno di Alessandria quasi trent’anni fa. Questo disco dal vivo racchiude davvero lo spirito gioioso e l’atmosfera festosa della Legendary Blues Cruise. Tra gli ospiti convolti: Billy Branch, Coco Montoya,Lucky Peterson,
Popa Chubby, Roomful Of Blues, Tommy Castro e Victor Wainwright.

DAVID BURGIN
NO MONEY DOWN

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Welcome back to a great harp player! Un disco che inizia con Little Walter e finisce con “Amazing Grace” non può che essere ottimo. Ho conosciuto Burgin tantissimi anni fa con “Wild Child”(1984), un album che mi ha influenzato tantissimo. Anche le sue collaborazioni con Amos Garrett mi colpirono enormemente. Adesso finalmente, dopo anni di assenza discografica, il grande armonicista è tornato e al fianco ci sono una superba band e la slide di un suo grande amico: Roy Rogers.

TAB BENOIT
MEDICINE

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A terrific guitar player and a soulful singer! E Tab è davvero uno dei numeri uno per quanto riguarda la chitarra blues. Ricordo ancora quando anni fa giravo per New Orleans alla ricerca del suo primo disco di cui si parlava un gran bene. Trovai solo la cassetta: ma che cassetta, da paura! “Medicine”è un ottimo disco in cui il rock blues si mescola con splendide ballate roots impreziosite dal volino cajun di Michael Doucet. Un gran bel suono southern per un viaggio tra i bayou della Louisiana.

DONALD RAY JOHNSON and GAS BLUES BAND
BLUESIN’ AROUND

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A very fine singer and a first rate band! E’ un cantante assolutamente convincente Donald Ray Johnson pluripremiato cantante e batterista nativo degli States ma residente in Canada che si è esibito con Big Mama Thornton, Percy Mayfield, Lowell Fulson, Isley Brothers, Commodores e tanti altri. Ad accompagnarlo in questo disco di piacevole blues elettrico, classico e contemporaneo, una band di prima classe, tutta francese, fondata cinque anni fa dal chitarrista Gaspard “Gas” Ossikian.

RON THOMPSON
SON OF BOOGIE WOOGIE

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A great record full of honest and “true” blues! Un disco di blues classico, quasi british, un disco di blues “vero” perché ruvido e sincero. Ci sono tutti gli elementi giusti in questo disco: una voce “vissuta”, il groove che c’era nei dischi di John Lee Hooker (con il quale Ron ha suonato per anni), la feroce chitarra slide di Elmore James (ma anche quella del primo Thorogood), Little Walter, George Smith, T Bone Walker e la Chicago degli anni Cinquanta. Superlativo l’organo di Jim Pugh.

THE MUSICAL MOJO OF DR. JOHN:
CELEBRATING MAC & HIS MUSIC

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The most famous piano doctor in the world! Doppio cd che fotografa
la sera 3 maggio 2014 quando al Saenger Theatre di New Orleans un numero impressionante di musicisti ha celebrato la musica di Dr. John: Bruce Springsteen, John Fogerty, Mavis Staples, Warren Hayes, Allen Toussaint, Neville Bros, Irma Thomas, Terence Blanchard, Dirty Dozen Brass Band e molti altri. Grande musica e aria di festa, ma non poteva essere altrimenti quando si tratta della “Big Easy”!

TASHA TAYLOR
HONEY FOR THE BISCUIT

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A beautiful voice that seems to belong to the Stax Golden Era! Una bellissima voce tra Etta James e Aretha Franklin che sembra davvero appartenere all’ epoca d’oro della Stax Records questa di Tasha figlia del leggendario soulman Johnnie Taylor.
Anche le canzoni sono ottime quasi tutte scritte di suo pugno in questo bel disco in cui convivono southern soul, Memphis blues, funky, r&b, rock ‘n’ roll e gospel.
Tra gli ospiti Keb’ Mo’, Tommy Castro, Samantha Fish e Robert Rundolph.

MISSISSIPPI HEAT
CAB DRIVING MAN

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Same old tasty recipe from one of the most fantastic harmonica player in the world! Una ricetta gustosa e che non cambia quella del celebre armonicista di Chicago (ma cittadino del mondo) Pierre Lacoque. Bravo strumentista dal fraseggio inimitabile accompagnato dalla sua superba band ci offre un ottimo album di blues declinato in ogni sua singola sfumatura. Tanti gli ospiti presenti tra i quali spiccano i migliori musicisti della “Windy City” compresi i miei amici Dave Specter e Sax Gordon.

DAVE KELLER
RIGHT BACK ATCHA

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An excellent album! Torna il mio amico Dave Keller con la sua splendida ed emozionante voce e la sua chitarra impeccabile con un altro entusiamante disco tra roots, blues e soul. Un album pieno di belle canzoni alcune delle quali scritte con gente che ha fatto la storia della musica nera. La band è fantastica e il disco cresce ad ogni ascolto. Tra le canzoni alcuni autentici capolavori come la bella “Deeper than the eye can see” e la conclusiva “You make it easy” dolce song che tocca il cuore.

ROCKIN JOHNNY BURGIN
GREETINGS FROM GREASELAND CALIFORNIA

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What would have happened if an artist of Chess Records Golden Age had gone to make a recording in a legendary studio on the west coast of California? Maybe the answer is in this very good album! Cosa sarebbe successo se un artista dell’epoca d’oro della Chess Records fosse andato a incidere sulla west coast californiana? La risposta è forse in quest’ottimo album inciso al leggendario studio di Kid Andersen, con lo stesso Kid alla chitarra, Aki Kumar all’armonica e June Core alla batteria.

THE TERRY HANCK BAND
FROM ROADHOUSE TO YOUR HOUSE (LIVE!)

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A superb sax player! Terry Hanck ha vinto il Blues Music Award 2016 come sassofonista dell’anno e chi ascolterà questa disco non potrà che confermarlo. Questo live lo cattura live nella sua dimensione più naturale offrendoci un album coinvolgente e pieno di energia nella tradizione dei grandi honkers del passato come Louis Jordan, Lee Allen, Big Jay McNeely, Eddie Vinson, Arnett Cobb, King Curtis e tanti atri. Jump blues, swing, R&B, il sound di New Orleans e molto altro ancora.

REV. BILLY C. WIRTZ
FULL CIRCLE

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A lot of fun and fine music too! Divertente disco questo del “Reverendo” Wirtz che in compagnia del suo piano e dei mitici Nighthawks sforna un disco che si muove tra vintage country e rock ‘n’roll con un pizzico di blues. I suoi testi sono irriverenti, ironici e pungenti tra Lenny Bruce, Zappa e i Riders in the sky. Ci sono echi di Johnny Cash e Waylon Jennings ma anche tanti riferimenti a Jerry Lee Lewis. Superlativa, eccellente e ineccepibile, come sempre peraltro, l’armonica di Mark Wenner.

JAMES ARMSTRONG
GUITAR ANGELS

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This is what happens when an angel plays the blues! Nessuno forse se lo è mai chiesto: ma come sarebbe un disco di blues se a suonare la chitarra fosse un angelo? La risposta è forse nell’album di questo cantante e chitarrista californiano che nonostante un’aggressione l’abbia portato quasi a perdere l’uso della mano sinistra, non si è perso d’animo ma ha continuato a suonare con la stessa determinazione di sempre. Classic blues e soul alla B.B. King e all’insegna del motto “less is more”.

LANDON SPRADLIN
NO MORE BLUE MONDAYS

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Great british blues with a lot of passion and soul! Non conosco personalmente Landon Spradlin ma mi piacerebbe conoscerlo perché il suo è uno splendido disco, ben suonato e ben cantato. Originariamente uscito nel 1995 il disco è stato finalmente ristampato per la gioia delle nostre orecchie. Soul, blues, southern rock, gospel, ballate roots senza tempo il tutto miscelato in un sound che sembra essere uscito dai leggendari Miscle Shoals Studios. Fate un favore a voi stessi, cercatelo!

THE ROLLING STONES
BLUE & LONESOME

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Back where it all started! Non c’ bisogno che vi spieghi nulla sul rapporto dei Rolling Stones con il blues (ne ho già parlato parecchio nel capitolo sul british blues sul mio libro “Angeli perduti del Mississippi”). La band torna al repertorio degli esordi con un album di puro Chicago blues omaggiando i grandi che li hanno influenzati tra cui Howlin’ Wolf, Little Walter, Eddie Taylor, Willy Dixon e Jimmy Reed. Eric Clapton è ospiti in due brani ed il piano di Chuck Leavell suona come quello di Pinetop Perkins.

FAB RADIO DICEMBRE 2016

RAY FULLER AND THE BLUESROCKERS
LONG BLACK TRAIN

AZURETONE
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Recommended by John Lee Hooker and Muddy Waters! In realtà il consiglio è solo indiretto da parte di questi due grandi che comunque sono rimasti molto colpiti da Fuller quando hanno avuto l’occasione di sentirlo parecchi anni fa. E lui è un grande. Un vero bluesrocker. E’ uno che potete trovare il sabato sera al Buddy Guy’s Legend di Chicago mentre in compagnia della sua ottima band suona con grinta la sua set list influenzata da Thorogood, Stones, i primi Nighthawks e Charlie Musselwhite.

SETH WALKER
GOTTA GET BACK

THE ROYAL POTATO FAMILY
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A beautiful journey! Il mio amico Seth Walker con l’aiuto dei suoi familiari ha fatto uscire questo disco che già nel titolo evoca un ritorno a casa. E’ un bellissimo viaggio verso le origini del suo amore per la musica. E’ un disco molto variegato in cui spicca la sua grande voce. Con la produzione di Jano Rix, batterista dei Wood Brothers, Seth sembra essere tornato ai fasti del primo album quando al suo fianco c’era la presenza importante del mio “figlioccio musicale” Stefano Intelisano alle tastiere.

THE FABULOUS THUNDERBIRDS
STRONG LIKE THAT

SEVERN RECORDS
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Classic Thunderbirds! Kim Wilson e i suoi Thunderbirds tornano con il classico sound che contraddistingue le ultime produzioni: un mix di rock blues, rhythm and blues e Memphis soul (strano ma bellissimo sentire l’armonica in brani in stile Stax o Motown). Brani originali ma anche covers di Temptations e Eddie Floyd. Kim Wilson è ormai il leader indiscusso con comprimari di valore come Johnny Moeller e Kevin Anker. Graditi ospiti il chitarrista Anson Funderburgh e Roosevelt Collier ai fiati.

JOANNA CONNOR
SIX STRINGS STORIES

MC RECORDS
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A mighty and forceful rock blues guitarist! Chi come me l’ha vista dal vivo al Kingsgton Mines di Chicago sa che Joanna è una delle più potenti e funamboliche chitarriste rock blues (a tratti anche hard e metal) in circolazione. Culto di YouTube con milioni di visualizzazioni, la Connor da molto tempo lontana dallo studio di registrazione, torna con una sapiente miscela di rock blues, gospel, soul, e jazz contrassegnati dalla sua slide degna del miglior Thorogood e dei ZZ Top degli inizi.

ALLEN TOUSSAINT
AMERICAN TUNES

NONESUCH
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A beautiful and touching testament! Scomparso alla fine del 2015 Toussaint e’ stato un protagonista assoluto della scena musicale americana. L’album omaggia gradi come come Professor Longhair, Duke Ellington e Fats Waller. Le session prodotte da John Henry si sono svolte in tempi e luoghi diversi: nel 2013, nel suo home studio di New Orleans, con Toussaint da solo al pianoforte e poi due anni dopo, a Los Angeles, con la partecipazione di parecchi ospiti. Raffinato, bellissimo e commovente.

LURRIE BELL
CAN’T SHAKE THIS FEELING

DELMARK
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Carey would be very proud of him! Ai Blues Music Awards ho duettato con Lurrie Bell. Solo che lui in quell’occasione non suonava la chitarra ma l’armonica. Tradizione di famiglia. In questo suo nuovo album invece l’armonica la suona l’ottimo Matthew Skoller anche coautore di cinque delle tredici tracce. Lurrie è un musicista autentico che affronta il Chigago blues con enorme passione e immenso feeling. Suo padre Carey che lo guarda da lassù è sicuramente fiero di lui.

GINA SICILIA
SUNSET AVENUE

BLUE ELAN RECORDS
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Gina Sicilia has a great voice! Sesto lavoro in studio per questa brava cantante di Philadelfia che prodotta dal Grammy winner Glenn Barrett realizza un pregevole EP contenente cinque brani. Qui Gina , il cui cognome tradisce orgogliose origini italiane, mette la sua grande voce a disposizione di un melting pot sonoro tra roots rock, gospel, country, soul e blues. Quattro brani su cinque sono scritti da lei a conferma del talento di quest’artista non solo a livello vocale ma anche compositivo.

THE NIGHTHAWKS
BACK PORCH PARTY: LIVE AND ACOUSTIC!

ELLERSOUL
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A legendary band fronted by a legendary harp player! La band leggendaria è proprio quella dei Nighthawks e l’armonicista è il grande Mark Wenner. Il loro disco “Jacks & Kings: Full House” uscito all’inizio degli anni Ottanta era un capolavoro e mi influenzò tantissimo all’epoca. Qui il gruppo riprende il percorso già tracciato da “Last train to Bluesville” proponendo un set acustico, divertente e vivace. Questa è proprio la musica perfetta per una festa del sabato sera nel giardino dietro casa.

LIL ED & THE BLUES IMPERIALS
THE BIG SOUND OF LIL ED & THE BLUES IMPERIALS

ALLIGATOR
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Oustanding, a tasty recipe! Un album davvero eccellente. Dischi di Chicago blues così ne escono veramente pochi oggigiorno. Un sound grintoso e coinvolgente che richiama la ruvida slide di Elmore James. Un disco che suona vero, sincero senza trucchi e senza inganni per un artista che è on the road da più di trent’anni sempre con la stessa formazione che è ormai diventata una vera e propria famiglia: Michael Garrett alla chitarra, James “Pookie” Young al basso, Kelly Littleton alla batteria.

MITCH KASHMAR
WEST COAST TOAST

DELTA GROOVE MUSIC
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A superb harp player! Armonicista superbo sia alla diatonica che alla cromatica, Kashmar è un veterano della scena blues californiana. Stimato da due esimi colleghi come il compianto William Clarke e Kim Wilson, Mitch sforna un disco che a dipetto del titolo non comprende solo west coast blues ma tocca anche altri lidi musicali accostandosi a Chicago (con un delizioso omaggio a John Lee Sonny Boy Williamson I), al rock ‘n’ roll, ai ritmi latini (memore della sua esperienza con i War) e al jazz.

BOBBY RUSH
PORCUPINE MEAT

ROUNDER
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King of the southern funky soul blues! Ed è vero, alla veneranda etàdi 82 anni portati benissimo ,Bobby Rush, leggendario showman, cantante, chitarrista e armonicista (che mantiene vivo il sound parco e inimitabile di Junior Wells), è ancora il re del Chitlin Circuit sound, ovvero di quel funky soul blues che si suona in tutto il sud e in particolare in Mississippi. Prodotto da Scott Billington, l’album annovera tra i graditi ospiti tre chitarristi dallo stile inconfondibile: Keb Mo, Joe Bonamassa e Dave Alvin.

BRUCE KATZ BAND
OUT FROM THE CENTER

AMERICAN SHOWPLACE MUSIC
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A delightful cd! Davvero delizioso il questo cd realizzato da uno dei più grandi tastieristi in circolazione.Davvero ottima la band in cui spicca la figura del cantante e chitarrista Chris Vitarello. L’album è piacevole e molto variegato e alterna brani strumentali a brani cantati tra blues, jazz, boogie woogie piano, jam rock con atmosfere Seventies, un omaggio a Bessie Smith e molto altro ancora. Undici brani in cui il piano e l’hammond di Katz (e la chitarra di Vitarello) fanno scintille.

JIM McCARTY AND FRIENDS II
LIVE FROM CALLAHAN’S

CALLY’S RECORDS
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Blues passion is very contagious! La passione per il blues è davvero contagiosa e infatti sono tanti gli amici che circondano in questo album Jim McCarty, grande chitarrista di Detroit protagonista già qualche anno fa di un altro live registrato al Callahan’s di Auburn Mills in Michigan. A fargli compagnia sul palco, tra un blues e un rock ‘n’ roll , Coco Montoya, Tommy Castro, Joe Louis Walker, Nick Moss, Jason Ricci e Johnny Bassett. Atmosfera da jam session e buone vibrazioni assicurate.

TERESA JAMES & THE RHYTHM TRAMPS
BONAFIDE

JESI-LU RECORDS
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A voice that touch your soul! Una voce che tocca l’anima quella di Teresa James. Prima di me ha toccato l’anima di artisti come Randy Newman, Levon Helm, Delbert McClinton, Eric Burdon, Marcia Ball, Tommy Castro e Walter Trout con i quali ha condiviso palco e registrazioni. Il suo è un soul tinto di blues e roots rock dalle mille sfumature e dai colori southern. Strepitosa la formazione che la supporta e che include i migliori musicisti di Los Angeles. Brillante la produzione di John Porter.

JIMMY THACKERY
SPARE KEYS

WHITE RIVER RECORDS
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A cool album from a great guitar player. Veterano della scena blues da tantissimi anni Jimmy Thackery vanta un esperienza musicale davvero fantastica: dalla fondazione dei Nighthawks passando per le sue collaborazioni con John Mooney, Tom Principato e Tab Benoit. In questo nuovo disco, ben supportato dai suoi Drivers, Jimmy alterna brani cantati a brani strumentali, tutti scritti di suo pugno, passando dal blues alle atmosfere Sixties al vintage rock con largo uso del tremolo.

LEVEE TOWN
TAKIN’ AND GIVIN’

SELF RELEAS
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Excellent and skillful band! Un’ eccellente band questa dei Leeve Town che realizza un cd variegato colmo di blues elettrico con inflessioni rock, funk, swing e persino country. Il gruppo fa base a Kansas City e funge da house band al Knuckleheads Saloon, leggendario locale di quella città sul cui palco anche il sottoscritto ha avuto il piacere di esibirsi. Tra tutti i brani mi ha particolarmente colpito lo slow blues “Sunday Afternoon” splendidamente cantato da Jaisson Taylor.

FAB RADIO NOVEMBRE 2016

LEE DELRAY
BRAND NEW MAN

JAC RECORDS
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A young great guitar player from New York! Rock blues a tratti southern con tanto di slide e uno stile chitarristico sul solco tracciato da Eric Clapton, Jimi Hendrix, Gary Moore e Robben Ford. Questo il sound contenuto nel cd di questo giovane chitarrista newyorkese che con i complimenti di Bruce Iglauer dell’Alligator Records propone un disco potente e compatto in cui non mancano neppure nuances funky e un pizzico di hip – hop. Preziosi Scott Ward al basso e Ken Conklin alla batteria.

KAT RIGGINS
BLUES REVIVAL

BLUESPIK MEDIA GROUP
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A lady singing the blues with a powerful and beautiful voice! Kat Riggs è un’ ottima cantante afroamericana originaria della Florida con alle spalle una lunga carriera che l’ha portata a cantare in mezzo mondo, Europa compresa. In questo disco, molto bello, è supportata da una squisita band che ben si sposa con il suo repertorio fatto di blues classico con influenze rock e gospel e con la set list di questo riuscito album
in cui brani autografi e cover ben reinterpretate si alternano pregevolmente.

RONNIE EARL
MAXWELL STREET

STONY PLAIN
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Classic Ronnie! Il mio amico Ronnie Earl ha registrato un altro dei suoi capolavori, un disco in cui la sua intensità si sposa ancora una volta con la sua frugale eleganza espressiva. Il titolo contiene un doppio omaggio: allo scomparso David Maxwell, per anni pianista dei suoi Broadcasters, e alla famosa strada di Chicago in cui i bluesmen erano soliti suonare per la gente che frequentava il mercato domenicale.
La sua inconfondibile chitarra non deluderà ancora una volta i suoi tanti estimatori.

KENNY NEAL
BLOODLINE

CLEOPATRA RECORDS
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A fabulous album! Un album davvero favoloso quello di questo grandissimo chitarrista, cantante armonicista residente in Louisiana. Sulla scena blues da parecchi anni Kenny, figlio del leggendario armonicista Raful Neal, ci offre ora uno dei dischi più convincenti della sua discografia. Tutti i brani sono ottimi anche grazie ai musicisti di famiglia: ben otto sono i consanguinei coinvolti nel progetto. Commovente il brano finale dedicato a B B King di cui Kenny Neal è forse idealmente l’erede più sincero.

GONZALO BERGARA
ZALO’S BLUES

SELF RELEASED
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A superb guitarist from Argentina! Di lui, residente a Buenos Aires e con un passato di virtuoso della chitarra jazz manouche, Charlie Baty scrive che è il più talentuoso chitarrista dell’universo e Junior Watson afferma che è sicuramente uno sei suoi chitarristi preferiti. Se a questo aggiungete le belle parole che hanno scritto su lui Guitar Player e Vintage Guitar a me non resta altro che consigliarvi questo variegato cd in cui convivono felicemente rock, blues, jazz, country e molto altro ancora.

LEW JETTON & 61 SOUTH
RAIN

COFFEE STREET RECORDS
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Great southern rock blues from Kentucky! La pioggia è il tema ricorrente di questo bel disco da parte di esperti veterani del mondo del blues e dintorni. Lew Jetton è un ottimo cantante che scrive solide canzoni ben supportato da una superba band. C’è molto Texas tra le pieghe del cd che, accanto al rock blues di marca southern con riferimenti a Stevie Ray non disdegna pregevoli incursioni verso territori country e gospel e verso New Orleans grazie ad un piano tra Randy Newman e Dr. John.

ROYAL SOUTHERN BROTHEROOD
ROYAL GOSPEL

RUF
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A super band! Grande band sudista che miscela il meglio della musica americana in un melange vorticoso e inarrestabile che chi li ha visti dal vivo conosce molto bene. Registrato in Louisiana dalla seconda versione del gruppo ovvero il percussionista e cantante Cyril Neville, i cantanti e chitarristi Bart Walker e Tyrone Vaughan, il batterista Yonrico Scott, il cantante e bassista Darrell Philips, e l’organista Norman Caesar l’album ribadisce ancora una volta il sound variegato che li ha resi celebri.

LEX GREY AND THE URBAN PIONEERS
HEAL MY SOUL

PIONEERS PRODUCTIONS
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A blonde and sexy soul (and with a great voice too)! Bionda, sexy e con una voce ruvida, grintosa e vissuta Lex Grey è un mito nella zona intorno a New York. E la sua band non è certo da meno e gira a mille in questo disco di roots e classic rock con un pizzico di blues, uno spolverata di folk e un granello di jazz. “Quiet place” scritta da Jaik Miller è un brano magnifico che ha tutte le carte in regola per diventare una hit. Se passate dalla Grande Mela non perdetela dal vivo per nessuna ragione al mondo!

ALBERT CASTIGLIA
BIG DOG

RUF
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Produced by Mike Zito! Mike Zito è ormai garanzia di qualità quando si parla di rock blues suonato alla grande. Sotto la sua ala protettiva Albert Castiglia già bravo di suo, splende al meglio fornendoci un disco solido che ben rappresenta tutto ciò che il musicista originario della Florida è capace di trasmettere durante le sue “cavalcate” live. L’album si muove tra brani originali e canzoni altrui come la toccante “Where Did I Go Wrong” di Junior Wells con l’armonica di Johnny Sansone.

THE McKEE BROTHERS
ENJOY IT WHILE YOU CAN

RECORDINGS AND CONTENT
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A fantastic album! Disco fantastico questo dei fratelli Lee Denis e Ralph McKee rispettivamente chitarra e basso. Il cd dal suono brillante e corposo, è come si evince già dalla copertina estremamente variegato: funk, blues, rock, jazz e un sound che si pone tra Randy Newman, Dr. John e i Tower of Power ; il tutto suonato come dio comanda da una band stratosferica che comprende tra gli altri Bob Schultz, Kirk Fletcher, Larry McCray, Lee Thornburg e Doug Webb. Bellissime le voci.

JIM SUHLER & MONKEY BEAT
LIVE AT THE KESSLER

UNDERWORLD RECORDS
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Awesome live music from Dallas, TX! Alcuni lo paragonano a Johnny Winter, Billy Gibbons e Stevie Ray Vaughan, fatto sta che Jim Suhler (che suona nella band di George Thorogood – e questo si sente, eccome se si sente), è sicuramente uno di quei musicisti che dal vivo da il meglio di sé. Registrato al club Kessler di Dallas il 28 novembre del 2015 con una formidabile band, l’album è un ottimo compendio di blues, rock, country, gospel, Louisiana music e molto, molto altro ancora.

JOHN PRIMER & THE REAL DEAL BLUES BAND
THAT WILL NEVER DO

WOLF RECORDS
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A great Chicago blues dictionary! Quasi un dizionario sul Chigago blues questo bel disco live che ci arriva dal veterano John Primer in compagnia della sua Real Deal Blues Band, composta da rodati musicisti come il bassista Melvin Smith, l’armonicista Bill Lupkin e il batterista Lenny Media. Con loro John, voce e chitarra, rivive i classici del Chicago blues rileggendo con rispetto Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Sonny Boy Williamson II, Jimmy Reed, Willie Dixon, Albert King e altri ancora.

VV.AA.
TAKE ME TO THE RIVER: MUSIC FROM THE MOTION PICTURE

STAX
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A superb soundtrack! Superba colonna Sonora dell’omonimo film dedicato alla musica di Memphis di ieri e di oggi. Artisti ormai leggendari e artisti più giovani danno vita a duetti inaspettati e in alcuni casi davvero superbi. Tanti i musicisti coinvolti: Charlie Musselwhite, Bobby “Blue” Bland, Mavis Staples, Otis Clay, Bobby Rush, The North Mississippi All-Stars Terrence Howard, William Bell, Snoop Dog, Lil P-Nut, Yo Gotti, Frayser Boy, the Stax Music Academy e molti altri ancora.

FAB RADIO OTTOBRE 2016

THE LUCKY LOSERS
IN ANY TOWN

DIRTY CAT RECORDS
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A soulful voice and a tasteful harp player! Una voce colma di soul e un armonicista con tanto gusto. Loro sono rispettivamente Cathy Lemons e Phil Berkowitz e questo è il loro secondo disco dopo il sorprendente debutto dello scorso anno. La ricetta e i musicisti non cambiano, alla consolle c’è sempre Kid Anderson e la band suona a mille. Il loro melange sonoro è lo stesso di sempre: Stax soul e Memphis R&B, roots rock e molto altro ancora compresa una riproposta dal repertorio di Johnny Cash.

DAVID “HONEBOY” EDWARDS
I’M GONNA TELL YOU SOMETHING THAT I KNOW

PRO SHO BIDNESS (CD/DVD)
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A legend captured live! Honeboy Edwards è stato l’ultimo grande bluesman del Mississippi. Ha vissuto 96 anni ed è stato testimone diretto di gran parte della storia del blues. Ha suonato con Robert Johnson, Sonny Boy e Muddy Waters. In questa confezione che racchiude un cd e un dvd è contenuto quello che può essere considerato il suo testamento musicale: un’esibizione al G Spot di Los Angeles avvenuta nel settembre 2010 in compagnia di Jeff Dale e dell’amico Michael Frank.

MICK KOLASSA
TAYLOR MADE BLUES

SWING SUIT RECORDS
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Great job Mick! Ancora una volta Mick ha sfornato un pregevole lavoro colmo di brani autografi e tre cover ben scelte dal repertorio di Townes Van Zandt, Graham Nash e dei Temptations. Con la collaborazione di Jeff Jensen la cui chitarra è protagonista in più brani e il supporto di una valida schiera di musicisti in questo disco stupendamente registrato agli Ardent Studios di Memphis, Mick Kolassa ci offre un gustoso piatto tra blues, Texas country, soul, Dr. John e un pizzico di gospel.

KEB’ MO’
LIVE – THAT HOT PINK BLUES ALBUM

KIND OF BLUE
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A lively compilation! Nella sua incisione più recente, Keb’ Mo’ ci offre alcuni brani della sua discografia in versione live. Registrato durante lo scorso anno
durante un lungo tour e prodotto da Casey Wasner l’album doppio raffinato sofisticato ed elegante come sempre, presenta sedici canzoni dal vasto catalogo di Keb’ Mo’ tra blues, pop, soul e jazz. Una parte dei proventi dell’album sarà devoluta alla fondazione Playing for Change di cui Keb’ Mo’ è sostenitore sin dagli inizi.

ISAIAH B BRUNT
A MOMENT IN TIME

SELF RELEASED
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A lot of passion for the blues! Armato della sua grande passione e delle sue chitarre l’australiano Isaiah B Brunt, che vanta collaborazioni con l’attore Keanu Reeves e Julio Iglesias, è andato a New Orleans per registrare un sentito omaggio alle tante anime musicali di quella città. Per farlo si è circondato di egregi musicisti residenti nella “Big Easy” tra cui George Porter Jr bassista storico dei leggendari Meters e Jeffrey T Watkins sassofonista di grande talento già alla corte di James Brown.

LITTLE MIKE
HOW LONG ?

ELROB RECORDS
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A very fine harp and piano player from New York City! Torna un veterano della scena blues newyorkese ovvero il cantante armonicista e pianista Michael Markowitz meglio conosciuto come Little Mike, che ci regala un grande album di classico blues elettrico in cui si stemperano magnificamente le influenze di tutti i grandi del blues che Little Mike e la sua band (una grande band) hanno accompagnato durante la loro lunga carriera: Pinetop Perkins, Jimmy Rogers, Hubert Sumlin e James Cotton.

KENNY “BLUES BOSS” WAYNE
JUMPIN’ & BOPPIN’

STONY PLAIN
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Really nice! Kenny “Blues Boss” Wayne classe 1944 è un cantante e pianista che come afferma il Chicago Sun-Times “sa davvero essere convincente quando pesta i suoi 88 tasti”. Nativo dello stato di Washington ma cresciuto a San Francisco e ora residente in Canada, Mr. Wayne ha una lunga carriera alle spalle ma continua a suonare il suo boogie woogie tinto di blues e molto altro ancora con una grinta e un’abilità assolutamente straordinarie. Ospite speciale il chitarrista Duke Robillard.

HOLLY HYATT AND JON BURDEN
SHUFFLIN’ THE BLUES

FLOOD PLANE RECORDS
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A pleasant night of good music in Canada! Registrato di fronte ad un’ audience raccolta e rispettosa da un trio composto da Holly Hyatt basso e voce, Jon Buden chitarra e voce e Marvin Walker batteria e percussioni ci propone un disco di classico blues in cui spicca una bella versione elettroacustica di “Come on in my kitchen” di Robert Johnson. Punti di forza della formazione la voce della Hyatt tra folk e jazz, la chitarra blues di Buden e il lavoro in punta di spazzola di Walker.

TINSLEY ELLIS
RED CLAY SOUL

BLUE LAND
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A big southern soul! Secondo Tinsley Ellis l’anima di creta rossa, la terra che contraddistingue le rive dei fiumi della Georgia è ciò che lega grandi artisti come Ray Charles James Brown, Otis Redding, Little Richard, e gli Allman Brothers. Tutti musicisti che hanno iniziato sul palco nel leggendario Douglass Theatre di Macon.
Un palco che conosco bene. Le loro anime abitano tutte in questo disco in cui il blues sudista si mescola con il soul e con il rock delle paludi caro a Tony Joe White.

JAMES “BUDDY” ROGERS
BY MY SIDE

JBR RECORDS
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Fine music from Kansas City! Undici belle canzoni, ben scritte, ben suonate, ben cantata e ben registrate. James “Buddy” Rogers è in giro da parecchi anni e questo traspare nelle sue composizioni impreziosite dalle tastiere made in Texas di Lewis Stephens già alla corte di Freddie King, Delbert McClinton, Mike Zito e Gary Clark Jr.
Rogers è un ottimo cantante e suona la chitarra con talento e tanto buon gusto. Blues, soul, r ‘n’ r, ballads e atmosfere Seventies che rimandano al miglior Clapton.

TORONZO CANNON
THE CHICAGO WAY

ALLIGATOR
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A great album! Autista dei bus cittadini di giorno e bluesman quando a calare sono le prime luci della sera a Chicago, Toronzo Cannon ha forse inciso il disco che lo consacra come uno dei grandi del blues contemporaneo. La sua ricetta vincente non cambia così come non cambiano la sua powerful guitar tra blues e rock e la sua voce piena di soul. Il sound è quello classico a cui ci ha abituati l’Alligator e il risultato è estremamente piacevole. Ottima la band e davvero scintillante la sezione fiati.

DOUG MACLEOD
LIVE IN EUROPE

BLACK AND TAN RECORDS
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An amazing storyteller! Raccontare è parte della grande tradizione blues. E Doug lo fa molto bene. Ricordo ancora con immenso piacere le nostre conversazioni durante un festival e poi quando ho suonato lui un’ emozionante versione di “Dust my broom”. Queste incisioni dal vivo del 2007 fanno ora il loro debutto su CD e sono la testimonianza della sua bravura sul palcoscenico. Battito del piede, chitarra e una voce che a tratti e sorprendentemente ricorda quella di Keb’ Mo’. Non serve altro.

OMAR COLEMAN
LIVE!

DELMARK
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An oustanding album! Armonicista e cantante (e che cantante!)di Chicago, Omar tiene un piede ben saldo nella musica di Muddy Waters, Junior Wells e James Brown, ma come altri bluesman contemporanei si muove anche in altre direzioni: dal funky al soul, al rock ‘n’ roll e persino al country (nel brano finale). Il cd è stato registrato all’ormai leggendario Rosa’s Lounge di Chicago e non fa che confermare Coleman tra le realtà più interessanti nel panorama odierno della Windy City. Strepitosa la band!

DUKE ROBILLARD AND HIS ALL STAR COMBO
FULL CIRCLE

STONY PLAIN
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A legendary guitar player! Dopo l’album quasi acustico dello scorso anno, Duke autentica leggenda della chitarra blues torna con un disco di blues elettrico a tutto tondo che può essere annoverato tra le sue cose migliori. Con una band eccezionale che comprende Brad Hollen, Bruce Bears e Marc Texeira dà vita a un grande disco tra rock blues, N.O. sound (la sua voce mi ricorda sempre più quella di Dr. John ed è un complimento), Texas e West Coast blues. Tra gli ospiti spicca Jimmie Vaughan.

GREG IZOR & THE BOX KICKERS
THE 13 14

TANGLE EYE
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Very cool old school blues! Cantante e armonicista che con la cromatica fa faville degno erede di Paul DeLay e William Clarke, Izor giunge al terzo disco. Quindici brani originali (in tutti sensi) e ben scritti tra Chicago,west coast e Louisiana swamp blues, rock and roll, New Orleans zydeco e un po’ di country soul texano. Il suono che ne viene fuori è scarno, ruvido, autentico e molto, molto vintage (vecchia scuola per intenderci). Lo stesso sound che fece grandi i Fabulous Thunderbirds prima maniera.

FAB RADIO SETTEMBRE 2016

LITTLE CHARLIE AND ORGAN GRINDER SWING
SKRONKY TONK
ELLERSOUL RECORDS
LITTLE CHARLIE AND ORGAN GRINDER SWING SKRONKY TONK
A must for every jazz guitar lover! Un disco che piacerà soprattutto agli appassionati di chitarra jazz e in special modo a chi ama le sonorità dei combo chitarra, organo e batteria. Charlie Baty ex leader di Little Charlie and The Nightcats con gli ottimi Lorenzo Farrell all’hammond e J. Hansen ai tamburi sforna un album essenzialmente jazz con un pizzico di blues tra swing, samba e bossa nova e omaggi a grandi del genere come Django Reinhardt, Charlie Christian, Jimmy Smith e Benny Goodman.

SUGAR BLUE
VOYAGE
MC RECORDS
SUGAR BLUE VOYAGE
A unique and original sound! Unico e originale come pochi, Sugar Blue ha ormai un legame indissolubile con l’Italia. La prima volta che l’ho ascoltato fu in un negozio di dischi di Londra nel lontano 1980 o giù di lì. Mi colpì molto e comprai subito l’ellepì. Questo suo primo disco in cinque anni è un lavoro come sempre variegato e coinvolge anche bravi musicisti di casa nostra. Tutte sue le canzoni tranne una cover del grande Ray Charles. Tanti gli ospiti tra cui Eddie Shaw mitico sassofonista di Howlin’ Wolf.

THE PAUL DESLAURIERS BAND
RELENTLESS
BIG TOE PRODUCTIONS
THE PAUL DESLAURIERS BAND RELENTLESS
One of the best power rock trio around! Un ottimo disco tra southern hard rock, country e un pizzico di blues per questo potente trio canadese arrivato al secondo posto (su 119 band) all’International Blues Challenge di Memphis USA, prestigiosa competizione annuale organizzata dalla Blues Foundation. Tanti i riferimenti sonori: Gary Moore, ZZ Top, AC DC, Deep Purple, Led Zeppelin, Boston, George Thorogood e Lynyrd Skynyrd. Se vi piace Joe Bonamassa, credetemi questo vi piacerà di più.

SMOKY GREENWELL
SOUTH LOUISIANA BLUES
SELF RELEASED
SMOKY GREENWELL SOUTH LOUISIANA BLUES
A great harp player! Ho conosciuto Smoky Greenwell tantissimi anni fa a New Orleans. Lui vendeva armoniche e cd al French market della celebre città della Louisiana. Io ero davvero agli inizi invece Smoky un navigato musicista con tanti anni di esperienza alle spalle. A distanza di tanto tempo Greenwell è ancora attivo con la stessa passione di sempre e il suo grande talento armonicistico. Tutti ottimi i  musicisti che lo accompagnano tra cui Johnny Neel già con gli Allman Brothers.

LEYLA McCALLA
A DAY FOR THE HUNTER, A DAY FOR THE PREY
JAZZ VILLAGE
LEYLA McCALLA A DAY FOR THE HUNTER, A DAY FOR THE PREY
Charming and timeless! Una musica affascinante e senza tempo che tra folk, old time e Cajun music e un pizzico di vintage jazz ci riporta alla New Orleans di fine Ottocento con brani dal sapore semplice e raffinato, antico e nuovo. Leyla di origine haitiana canta in inglese, francese e creolo e suona  banjo, violino, chitarra e violoncello.  Ad aiutarla in questo melting pot sonoro estremamente evocativo Rhiannon Giddens già con lei nei Carolina Chocolate Drops e il chitarrista Marc Ribot.

EDDIE TURNER
NAKED… IN YOUR FACE
7-14 PRODUCTIONS
EDDIE TURNER NAKED… IN YOUR FACE
Raw and alive! Quasi un “official bootleg”, quindi nessun compromesso di tipo tecnico: questa è la registrazione nuda e cruda (come dice il titolo) di un concerto al Blues Can di Calgary in Canada. Eddie Turner bravo chitarrista già alla corte di Tracy Nelson e Otis Taylor in compagnia dell’ottima bassista Anna Lisa Hughes (anche voce sensuale in alcuni brani) e del solido batterista Kelly Kruse propone un convincente rock blues molto Seventies con un pizzico di psichedelica tra Cream e Jimi Hendrix.

THE BLIND BOYS OF ALABAMA
SPIRIT OF THE CENTURY
HIGHER GROUND
OMNIVORE RECORDINGS
THE BLIND BOYS OF ALABAMA SPIRIT OF THE CENTURY HIGHER GROUND
Two precious gems with extra live tracks to uplift your soul one more time! Due album vincitori di un Grammy e divenuti ormai due classici, ristampati con l’aggiunta di prezioso materiale live registrato tra il 2001 e il 2002 rispettivamente al Bottom Line di New York e durante un programma radio a Santa Monica in California. Due dischi che ospitavano musicisti del calibro di Ben Harper, Robert Randolph, Charlie Musselwhite, David Lindley e John Hammond. Due dischi assolutamente imperdibili!

FAB RADIO AGOSTO 2016

ERIC CLAPTON
I STILL DO

SURFDOG RECORDS
ERIC CLAPTON I STILL DO
Clapton still play great blues! Comunque la pensiate Eric Clapton ha fatto tanto per la diffusione del blues e lo dicevano anche Muddy Waters e B.B. King. Anche il suo nuovo disco (l’ultimo ha detto qualcuno,) è colmo di grande blues tinto di zydeco con una superba slide. Il celebre chitarrista eccelle sempre nella reinterpretazioni di brani altrui e in questo album omaggia gli amici Bob Dylan, J. J. Cale e leggende del blues come Leroy Carr, Robert Johnson (ancora una volta) e Skip James.


REVEREND FREAKCHILD
ILLOGICAL OPTIMISM

TREATEDANDRELEASED RECORDS, 2016
REVEREND FREAKCHILD ILLOGICAL OPTIMISM
3 CDs with all the colors of American music! Cd triplo per l’irriverente reverendo (così lo ha definito Living Blues) che nei primi due dischi, tra brani inediti e versioni alternative, ci offre una solida e variegata selezione di musica americana che comprende blues, gospel, rock, reggae, Dylan, Imagine di John Lennon e molto altro ancora. Protagonista del cd numero tre è invece il ruvido e genuino blues di Ramblin’ Jennings ex predicatore e ora street singer sulle spiagge della Florida.

TERRIE ODABI
MY BLUE SOUL

SELF RELEASED, 2016
TERRIE ODABI MY BLUE SOUL
A new voice for the blues! Diamo il benvenuto nel mondo blues a una nuova interessante voce: quella di Terrie Odabi che realizza un album prodotto da Re Mida Kid Andersen e inciso con il supporto di una fantastica band (di cui fa parte anche Andersen)in cui brilla la sezione fiati. Il cd si dipana tra blues, soul, R&B e gospel e trova i suoi momenti più alti nella riproposizione di “Ball and chain” di Big Mama Thornton e nella delicata e sensuale “When you love me” dedicata al compagno.

HAZMAT MODINE
EXTRA DE LUXE SUPREME

JARO MEDIEN, 2016
HAZMAT MODINE EXTRA DE LUXE SUPREME
One of the most original band in the world! Guidato dal geniale Wade Schuman e dalla sua straordinaria armonica l’ensemble mantiene gli ingredienti fondamentali della sua originale ricetta musicale: partendo da una matrice blues il gruppo, con una formazione assolutamente unica che unisce una fantastica sezione fiati alle voci della Mongolia, mescola il jazz con la musica kletzmer, il R&B con altri suoni dando vita a un divertente e acuto melting pot culturale tipico della loro New York.

MATTY T. WALL
BLUE SKIES

SELF RELEASED, 2016
MATTY T. WALL BLUE SKIES
Matty T. Wall marks a bright future for blues and beyond! Matty T. Wall è un giovane e ottimo cantante chitarrista australiano anche lui colpito sulla strada del rock blues. Virtuoso della sei corde Matt che scrive ottime canzoni e ha una solida band si muove tra il sound di Gary Moore e Jeff Beck non disdegnando virate verso l’hard rock e il rock FM. Brillanti le versioni di “Am I wrong” di Keb’ Mo’, “Voodoo chile” di Jimi Hendrix (altro suo hero) e “Hellhound on my trail” di Robert Johnson.

NICK MOSS BAND
FROM THE ROOT TO THE FRUIT

BLUE BELLA RECORDS, 2016
NICK MOSS BAND FROM THE ROOT TO THE FRUIT
Great job Nick! Quasi un concept album, molto bello, quello di Nick Moss cantante e chitarrista di Chicago e della sua grande band che come dice il tittolo in un doppio cd omaggia la storia e l’evoluzione del blues “dalla radice al frutto”. Un modo convincente per raccontare anche la sua storia e quella dei suoi musicisti. Il primo disco è dedicato al classico Chicago blues mentre il secondo vira verso il rock blues (a tratti anche hard) con riferimenti british a Steve Windwood e ai Cream.