Questo scritto si propone di analizzare
il rapporto stretto di Guthrie con la spiritualità
sia attraverso il suo rapporto con la “wilderness”
– la natura selvaggia e incontaminata, sia attraverso
gli spirituals a cui Guthrie si è ispirato per cantare
con “mercy”, ovvero pietà e misericordia,
la sua denuncia a favore degli “ultimi”.
L’elezione di Barack Obama a Presidente degli States,
ha forse permesso al mondo di vedere un’altra America,
un’America lontana dagli stereotipi, un’America
di cui si vedono spesso immagini distorte attraverso la televisione
e il cinema, un’America “minore”, o meglio,
un’altra America di cui si parla poco, un’America
che sicuramente vale la pena di conoscere più a fondo.
E’ l’America che cantava Woody Guthrie, un’America
figlia di Henry David Thoreau, Mark Twain, Jack London, Walt
Withman e John Steinbeck. Un’America diventata per molti
un luogo mitico grazie allo spirito o meglio, alla spiritualità
che da sempre lega la sua gente alla wilderness, alla natura
selvaggia. Uno spirito che risiede ancora oggi nei suoi grandi
parchi nazionali, nelle campagne infinite del mid-west, nella
tragica storia dei Native American, nella potenza dei suoi
fiumi, nella straordinaria bellezza dei suoi canyon e nell’immensità
maestosa dei suoi oceani. Quest’America, con la forza
della sua natura, selvaggia e incontaminata, esercitò
su Woody Guthrie un grande fascino ed emozioni indimenticabili.
Una terra che, nonostante tutto, è ancora, come cantava
Woody Guthrie in This land is your land, una canzone tratta
da un antico spiritual, una terra che è ancora pronta
a offrirti una possibilità. Queste le parole che Guthrie
cantava in This land is your land, una canzone che altro non
è, se non un formidabile inno spirituale al grande
miracolo della creazione. E c’è una frase in
quella canzone che spiega tutto meglio di mille parole.
Eccola:
“Mentre camminavo lungo quell’intreccio di strade,
guardai quei cieli infiniti sopra di me,
guardai quella valle dorata sotto di me
questa terra è stata creata per te e per me”.
Un’America quella raccontata da Guthrie, dunque, che
prende forma nella descrizione della natura selvaggia, e che
trova forse, il suo compimento più completo, nelle
canzoni della “Columbia River Collection”, le
ballads che Guthrie dedicò alla costruzione delle grandi
dighe sul portentoso corso d’acqua che partendo dal
Canada arriva sino alle coste del Pacifico, e in cui Woody,
raggiunse due magnifici risultati: quello di esaltare la meravigliosa
natura americana e quello di trasmettere il messaggio di speranza
contenuto nel New Deal di Roosvelt. Parole e canzoni usate
per combattere la disperazione che la crisi del 1929 portò
in tutta l’America. Ecco quindi che, in questi tempi
bui e per certi versi simili a quelli vissuti da Woody, le
sue canzoni e i suoi scritti diventano straordinariamente
attuali. Il suo modo di raccontare l’altra America è
ancora oggi ineguagliabile. La sua capacità di entrare
in contatto con il mondo che descriveva era, ed è,
assolutamente unica. Guthrie guardava la sua America dritta
negli occhi con Mercy – con pietà, pietà
e misericordia…Woody Guthrie era una persona profondamente
religiosa, seppur non in maniera convenzionale. Woody avrebbe
fatto sua, forse, quella famosa frase che recita: “La
religione è per quelli che hanno paura di andare all’inferno,
la spiritualità è per quelli che all’inferno
ci sono già stati…”. E Woody conosceva
benissimo la Bibbia e i Vangeli. E conosceva benissimo anche
l’inferno. Quello degli oppressi, degli sfruttati, degli
umiliati, degli “ultimi” della terra.
E sono tante le canzoni di Guthrie ispirate a celebri spirituals
afroamericani, a partire da “This train is bound for
glory – questo treno viaggia verso la gloria”
che diede persino il titolo alla sua autobiografia. E nella
musica spirituale americana c’è un treno che
porta in Paradiso. Non occorre biglietto e non ci sono posti
di prima classe. I treni di cui canta Guthrie erano i famosi
treni merci che viaggiavano da una parte all’altra degli
States. Erano quei treni lenti e ciondolanti quelli preferiti
dagli hobos e dai bluesmen. Erano quelli i treni più
facili da prendersi in corsa. Se avevi una chitarra a tracolla
e una pesante sacca da viaggio, quelli erano i treni che si
afferravano al volo con meno fatica. E il treno nello spiritual
è spesso una metafora della vita. Ed ecco allora che
Guthrie ci canta che sul “suo” treno per la gloria,
sul “suo” treno per il Paradiso non ci sarà
posto né per i cialtroni né per gli imbroglioni.
E Dio solo sa quanto ce n’erano in giro di cialtroni
e imbroglioni ai tempi di Guthrie e quanti putroppo ce ne
sono in giro, ancora oggi.
Quando Woody scrisse la bellissima “Jesus Christ”,
lo fece guardando l’umanità che lo circondava
con una misericordia e una pietà, profondissime. Lo
stesso Woody disse a proposito del brano: “Scrissi questa
canzone nell’inverno del 1940, mentre guardavo fuori
dalla finestra di una pensione di New York. Guardai come vivevano
i poveri, e poi guardai come vivevano i ricchi: i poveri erano
disperati, giù di morale, infreddoliti e affamati,
mentre i ricchi stavano lì a bere allegramente whiskey
spendendo soldi a palate con donne di malaffare e il gioco
d’azzardo. E mi è venuto da pensare a quello
che diceva Gesù, e a come sarebbe stato se Gesù
fosse venuto di nuovo su questa terra a predicare quello che
era solito predicare. Beh, l’avrebbero fatto fuori un’altra
volta”.
Anche da questa breve spiegazione viene fuori il grande talento
di Guthrie nel raccontarci l’altra America con, e lo
ripeto, con MERCY – con pietà, pietà e
misericordia…E quante volte abbiamo sentito negli spirituals
questa parola; MERCY. E in questi tempi cupi in cui la solidarietà
sembra davvero un valore appartenente al passato; in questi
tempi senza luce in cui ci sono ancora uomini che negano ad
altri uomini pace, uguaglianza e libertà una piccola
parola come MERCY può sembrare persino inutile, eppure
anche una piccola parola come MERCY - PIETA’ - MISERICORDIA
può davvero diventare un grido perentorio che chiede
giustizia. Per tutti. Da questa e dall’altra parte del
Paradiso.
|