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Fabrizio Poggi & Chicken Mambo con la canzone I'M ON MY WAY tratta da Spirit & Freedom appaiono nel cd sampler allegato al numero di Marzo / Aprile di BLUES REVUE (la più importante e diffusa rivista blues al mondo) accanto a nomi importanti come i North Mississippi All Stars, Mavis Staples, Bob Margolin (ex Muddy Waters band), Gina Sicilia e Buddy Whittington (chitarrista di John Mayall). WOW!!!

Il fatto di essere scelti tra tantissimi artisti è un segno di grande stima da parte della redazione del giornale. Tanti i collaboratori di quella rivista che ci hanno comunicato i loro grande apprezzamento per la musica di Fabrizio e della sua band. Questo significa che la nostra canzone arriverà nelle case di centinaia di migliaia di persone appassionate di blues.
E questo non può che farci un immenso piacere. Ancora una volta una grande, grandissima soddisfazione che come al solito vogliamo assolutamente condividere con voi che da anni ci sostenete con energia e affetto.
Per saperne di più o per abbonarvi a Blues Revue potete cliccare su:
Blues Revue


Maggio 2012



Ciao a tutti,
e ben tornati.
In questo mondo dove tutti corrono, mi fa piacere sapere che ci sono tante persone tra di voi che spendono parte del loro tempo per leggere la mia newsletter, e ringrazio tutti coloro che mi scrivono ogni giorno.
La parola grazie dura meno di un respiro ma non mi stancherò mai di pronunciarla.

Io e Fabrizio vorremmo fare un augurio speciale a Elena e Andrea Parodi per la nascita del piccolo Woody.

Vorrei anche dedicare uno spazio particolare al concerto di Bob Margolin & Blues Conspiracy con Fabrizio special guest al Nidaba lo scorso 15 marzo. E’ stata una serata davvero magica. Dal live recording di quella sera uscirà presto un disco live.
Bob Margolin è stato davvero grande come sempre. Alla fine del concerto mi sono seduta vicino a lui e parlando di varie cose, gli ho detto che si capisce che la musica è la sua vita, che lui e la sua chitarra sono una cosa sola e che la passione e le sensazioni che trasmette mentre suona sono davvero profonde. Lui mi ha risposto: “You’re right Angelina, this is my life” (hai ragione Angelina, è davvero la mia vita).
E che dire della band ovvero dei Blues Conspiracy? Mimmo Antonini alla batteria, Luca Pisanu al basso e il nostro grande chitarrista Enrico Polverari! Una band davvero fantastica per un chitarrista fantastico…

Fabrizio ha voluto ricordare la scomparsa del grande Levon Helm, una perdita che lo ha toccato profondamente (potete leggere il ricordo che ha scritto più sotto) cantando e suonando con Greg Trooper e Marco Python Fecchio The Weight” il 23 aprile durante il bel concerto di Greg Trooper al “Trapani” di Pavia che Paolo Pieretto con grande dedizione sta trasformando in un locale di culto.

Vi segnalo il disco di Tiziano Cantatore Di parole e di musica”. Non è un disco di blues ma si tratta di un ottimo album di canzoni d’autore con riferimenti diretti alla musica roots americana.
E’ davvero un ottimo disco, ben scritto, ben cantato e ben suonato.
Tutte le info su:
www.tizianocantatore.it

Ecco alcune interessanti novità:

Il prossimo 10 maggio potrete ascoltare Fabrizio LIVE nella bellissima trasmissione di Sergio Mancinelli “SENTIERI NOTTURNI” a RADIO CAPITAL quindi SINTONIZZATEVI . La trasmissione va in onda dal lunedì al giovedì dalle 24.00 all’1.00 su Radio Capital e potrete riascoltarla in podcast quando volete. Ecco il link: Sentieri Notturni

Un grande ritorno: il mitico Guy Davis sarà in Italia grazie alla Geomusic, per una serie di concerti che vedono Fabrizio all’armonica, e precisamente: venerdì 11 maggio a Nembro (BG) e sabato 12 maggio a Milano al Teatro Dal Verme (con Eugenio Finardi e Francesco Piu). Per saperne di più andate sul sito della Geomusic dove troverete questi e tanti altri interessanti appuntamenti musicali da non perdere: www.geomusic.it L’incontro di Fabrizio con Guy Davis risale al 2007. Tra di loro è nata una profonda amicizia basata non solo sulla stima reciproca ma anche sulla passione di entrambi per il blues più autentico, quello delle radici. Negli ultimi cinque anni i due si sono scambiati spesso canzoni e storie e il loro stretto legame personale si è concretizzato sia in esibizioni live in Italia e all’estero (Guy e Fabrizio hanno anche suonato in coppia al Lucerna Blues Festival 2010); sia nell’incisione da parte di Guy di un paio di tracce nel disco di Fabrizio intitolato “Spirit & Freedom”.

Questo l’articolo di Beppe Montresor apparso sull’Arena dopo il bel concerto al Giardino di Lugagnano di Sona.
Poggi, il blues e il gospel vissuti come una fede
Ormai Fabrizio Poggi non lo ferma più nessuno. È come uno di quei predicatori americani infervorati, adrenalinici, che nelle chiesette sperdute in mezzo ai campi del Mississippi o dell'Alabama scatenano gioiosi putiferi di canti e battiti di mani tra i fedeli.
Dopo tanti anni di esaltanti esperienze negli States, e appunto soprattutto in quell'area tra il Mississippi Delta e la bella Hill Country texana, il musicista pavese ha sempre più assunto quel tono calorosamente estatico che non manca mai di coinvolgere il pubblico dei suoi concerti. È' successo puntualmente anche al Club Il Giardino di Lugagnano, ove Poggi è venuto a presentare questo Live in Texas (un'opera preziosa, con ospiti di gran calibro come Flaco Jimenez e Marcia Ball, corredato da un interessante dvd girato da Francesco Paolo Paladino proprio nel corso del tour in Texas) affiancato da una nuova versione dei Chicken Mambo, con il giovane ma notevole Enrico Polverari alla chitarra e una
sezione ritmica formata dai veterani Tino Cappelletti al basso e Gino Carravieri alla batteria. La «fede» assoluta di Poggi nei riguardi del blues, del gospel, e in tanti vari «eroi» della musica delle radici americana (perché nel suo pantheon ci sono anche protagonisti del folk, del country, del tex-mez) è l'elemento quintessenziale e imprescindibile del suo far musica. A tratti questa sua totale devozione sembra quasi cieca, logorroica, retorica, sopra le righe. Se ne rende conto lui stesso, tanto da ammettere che potrebbe arrivare come una forzatura, una tecnica furbetta per far presa sul pubblico. Ma ribadisce che lui in questa musica, in questa «comunità» di cantastorie, ci crede davvero, e perciò soltanto così, per lui, si può vivere il blues.
Magari Poggi affretta un po' troppo i tempi, perché già con l'iniziale Hole in Your Soul (un omaggio a Muddy Waters, B.B.King, Howlin'Wolf, ululato compreso) si scatena e «pretende» il coinvolgimento attivo del pubblico.
Meglio lasciar un po' di tempo per la carburazione collettiva, e le perle infatti arrivano al momento giusto con la bella sequenza tra King Biscuit Time, Crossroads (l'armonica sì sulfurea e diabolica), I'm On The Road Again, Midnight Train, e il finale con I Heard The Angels Singin', Song for Angelina e Jesus on the Mainline.
Link: Arena

Continuate sempre ad inviarmi le vostre impressioni e commenti, sarò lietissima di pubblicarle sulla nostra newsletter.


Commenti sulla musica, i libri e i concerti di Fabrizio



Gli interventi di Fabrizio nei quattro special di “SENTIERI NOTTURNI " del marzo scorso sono stati un successo, non avete idea di quanti messaggi ho ricevuto, mi ripeto ma grazie di cuore.

Ciao Fabrizio, volevo complimentarmi con te per l'intervento sui Sentieri di Sergio, mi sa che comprerò il tuo libro, aspetterò con ansia lunedi...un salutone !!
NICO

Ho apprezzato il tuo intervento da Sergio ieri sera..bene che ti risentiremo anche la prossima settimana...ho avuto modo di ascoltare il tuo (vostro, visto che c'è anche la tua band...) Live in Texas...davvero coinvolgente...complimenti! ciao,
MARIO

Mi sa che alle 24 esploderà la mia radio!!!!!!!!!!! Due Immensi Maestri assieme............ Non vedo l'ora!
MICHELE

Complimenti Maestro per ieri sera, Tu e Sergio assieme Siete un brivido alla schiena! Grazie a presto
GIANNI

Ascoltata la prima puntata, Fabrizio è spettacolare. Un abbraccio,
MARIO

Atmosfera incredibile ... bellissimo pezzo veramente complimenti chissà che spettacolo dal vivo .. chapeau a Fabrizio Poggi
MARCO

Mi è piaciuto molto il tuo intervento a Radio Capital!! Mexican moon veramente un bellissimo pezzo!!
ROSSANA

Bravissimo Fabrizio attendiamo con ansia Maggio per sentirti di nuovo. Nel frattempo finirò di leggere il tuo spettacolare libro.
JOH

Commento su BOB MARGOLIN & The Blues Conspiracy feat. FABRIZIO POGGI live @ NIDABA THEATRE: Una leggenda della chitarra blues e una leggenda dell'armonica. S T U P E N D O, nient'altro da dire!!!!

Commento sul concerto al Giardino:
Fabrizio , cantante e poeta blues .bravissimo, grande serata .
CELESTE

Un grazie di cuore a Fabrizio per le grandi emozioni
ALBERTO


Il sito www.chickenmambo.com



Ho pubblicato una interessante intervista a Janiva Magness nella pagina BluesFab: Potete leggerla cliccando qui: Janiva Magness

Vi ricordo che è disponibile sul sito www.ultrasoundrecords.it IL SOFFIO DELL’ANIMA: ARMONICHE E ARMONICISTI BLUES E NON SOLO nuova edizione Universal Music – Master Music

YouTube:



Otis Taylor con ospite Fabrizio a Chiari (organizzata dalla ADMR):
OTIS TAYLOR featuring FABRIZIO POGGI


Il ricordo di un’altra serata emozionante al Nidaba:
BOB MARGOLIN & The Blues Conspiracy feat. FABRIZIO POGGI


Ricordando il grande Levon Helm:
GREG TROOPER, MARCO PYTHON FECCHIO e FABRIZIO POGGI


Vi ricordo che il profilo Facebook di Fabrizio ha ormai quasi raggiunto i 5000 amici, quindi non potrò più accettare richieste di amicizia e mi scuso per questo. Potrete però sempre mandare messaggi oppure cliccare su MI PIACE nelle pagine di FABRIZIO POGGI & CHICKEN MAMBO (artista) , CHICKEN MAMBO (artista) e FABRIZIO POGGI (artista). Ditelo anche ai vostri amici.
Grazie a tutti per il vostro supporto e mi raccomando: se siete su Facebook non dimenticatevi di cliccare su MI PIACE nella pagina ANGELI PERDUTI DEL MISSISSIPPI (se non lo avete già fatto ovviamente).



Folk Bulletin e Blues Borders:



Sono usciti il Blues Borders numero 16, 17, 18 e 19 con numerose recensioni di dischi interessanti su www.folkbulletin.com

Ecco qui sotto i LINK!!!!

BLUES BORDERS NUMERO 16

BLUES BORDERS NUMERO 17

BLUES BORDERS NUMERO 18

BLUES BORDERS NUMERO 19

Ricordatevi di lasciare sempre un commento in fondo alla pagina. Non costa nulla ma vale molto.


Ci hanno lasciato:



JERRY “BOOGIE” McCAIN - 19 giugno 1930 - 28 marzo 2012
Mercoledì 28 marzo è mancato all’età di 81 anni per complicazioni cardiache all’ospedale di Gatsey, Alabama dove viveva Jerry “Boogie” McCain, grande armonicista blues. Ecco la scheda tratta dal libro di Fabrizio Il soffio dell’anima. Armoniche e armonicisti blues Armonicista, chitarrista e batterista, Jerry McCain comincia a soffiare dentro l’armonica all’età di cinque anni. Nel periodo a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta si esibisce, come molti suoi colleghi, nei locali per la gente di colore, i cosiddetti juke joints, numerosissimi nel sud degli States, agli angoli delle strade e nei programmi radiofonici dedicati al blues. Nel 1953 (dopo aver visto in azione Little Walter e i suoi Aces), forma il suo primo gruppo The Upstarts, con i quali registra nello stesso anno alcuni brani per l’etichetta Trumpet. Negli anni seguenti inciderà anche per la Excello, la Rex, la Okeh e la Jewel. Due suoi brani pubblicati dalla Rex e cioè Shes’s Tough e Ready, diventeranno piuttosto famosi quando saranno reincisi dai Fabulous Thunderbirds. Jerry McCain alla carriera di musicista che lo vede ancora attivo ai giorni nostri, ha sempre abbinato l’attività, piuttosto insolita per un bluesman, di detective privato.

GIANCARLO SCHININA - 2 agosto 1949 - 3 aprile 2012
Un altro angelo si è aggiunto alla grande blues band che c'è in Paradiso. Chissà che emozione per Giancarlo suonare con Robert Johnson e Muddy Waters. Anche lui ci mancherà. Ecco una sua scheda con un po’ di notizie raccolte in rete:
Giancarlo Schinina forma la sua Level Blues Band nei primi anni Ottanta tenendo concerti in prestigiosi locali del circuito milanese. Successivamente il gruppo inizia a suonare nei locali di tutta Italia e nei migliori festival blues. Nel 1989 esce il suo primo album Out Law Blues ben recensito dalla stampa specializzata. Seguono nel 1996 il live Jazz and Blues Festival, nel 1997 Back to my Hometown; e nel 2001 The Acoustic Blues Album. L'ultimo disco Blues from the mountains è del 2007. Giancarlo Schinina è presente in numerose compilation e ha collaborato con prestigiosi bluesmen d’oltreoceano, quali Jay Owens, Leona Laviscount, Carl Darwin, Jesse Mae Haemphill, Bob Margolin, Ronnie Jones e Arthur Miles. So long Giancarlo until we meet again...

ANDREW LOVE - 21 novembre 1941 - 12 aprile 2012
Il grande sassofonista Andrew Love conosciuto per essere la metà (con Wayne Jackson alla tromba) dei leggendari Memphis Horns, la mitica sezione fiati della Stax Records, è mancato in seguito a complicazioni legate al morbo di Alzheimer lo scorso 12 aprile. Aveva 70 anni. Come membro dei Memphis Horns Love ha suonato su tutti i dischi della Stax registrando con Otis Redding, Albert King, Little Milton, Sam & Dave, Staples Singers, Johnnie Taylor, Rufus Thomas e tantissimi altri. Negli ultimo anni era spesso in tour con Robert Cray e aveva partecipato come sideman ai dischi di numerose star del rock del pop e della musica nera. Il suono del suo inconfondibile sax unito alla tromba di Jackson resterà per sempre nell’olimpo della musica americana. Andrew Love non è più con noi, ma i brani immortali in cui ha suonato vivranno per sempre.

LEVON HELM - 26 maggio 1940 –19 aprile 2012
Ci ha lasciato Levon Helm voce, ritmo e anima dell’altra America. Il ricordo di Fabrizio.
Levon Helm leggendario batterista e mitica voce di The Band ci ha lasciati ieri 19 aprile 2012. Quando ho avuto la notizia sono rimasto senza parole, senza fiato. Ho preso la mia armonica e ho suonato con gli occhi lucidi e il cuore gonfio di tristezza “Precious Lord” la canzone che Martin Luther King stava ascoltando quando venne ucciso il 4 aprile del 1968. Che dolorosa coincidenza due grandi anime volate in cielo in un giorno di inizio primavera. Due grandi anime che seppur in maniera differente hanno toccato profondamente la mia vita. La prima volta che vidi Levon Helm fu nel film “The Last Waltz”, Mi colpì il suo ritmo da locomotiva che accompagnava l’armonica di Paul Butterfield in “Mistery Train” e la sua voce da brividi che cantava l’orgoglio di un’ altra America in “The night they drove Old Dixie down”. Furono Paul Butterfield e Levon Helm che una sera di più di trent’anni fa in un piccolo cinema di provincia diedero fuoco a una passione che si nascondeva dentro di me. Se sono diventato un armonicista lo devo a Paul Butterfield, ma se sono diventato un musicista che cerca di mettere l’anima in ogni cosa che fa, lo devo a Levon e agli altri componenti di The Band.
Levon amava dire “Se non viene dal tuo cuore, la musica non serve a nulla”. Aveva ragione. E nel suo cuore, nella sua voce, nel sound della sua batteria, del suo mandolino, della sua armonica c’era davvero tanto amore. Un amore infinito per la musica della sua terra e per le persone che in tantissimi anni di carriera hanno sempre rispettato quest’uomo del sud dolce, semplice e forte. Una forza che forse gli veniva dal padre contadino nei campi di cotone tra l’Arkansas e il Mississippi. Levon ha affrontato alla fine degli anni Novanta la sua malattia con grande forza, come un leone. E vinse. Ricordo ancora la lettera in cui Barbara O’Brian, sua manager e amica, mi scrisse chiedendomi se in qualche modo potevo contribuire ad aiutare Levon a non perdere la propria casa, l’unica cosa rimastagli dopo che le spese mediche l’avevano ridotto al lastrico. Ricordo anche di come cercasse di riprendere a lavorare e a suonare. Ma non era facile. Sembrava che il mondo della musica gli avesse voltato le spalle solo per il fatto che non riuscisse più a cantare. Il cancro gli aveva tolto quello che era il suo marchio di fabbrica: una voce in cui c’erano rock, country, gospel, soul e soprattutto blues. Levon era cresciuto ascoltando il blues di Sonny Boy Williamson e ancora oggi si sentiva spesso con Sonny Payne l’uomo che tuttora conduce il King Biscuit Time, il più famoso programma radio del mondo. Davanti alla sede della radio a Helena su un muro dell’argine del Mississippi c’è un murales con raffigurati Sonny Boy, Levon Helm e Sonny Payne. Levon aveva litigato furiosamente (ancora una volta come un leone) con i produttori di “The Last Waltz” per inserire Muddy Waters nel film. E anche quella volta vinse aiutando il grande bluesman a ritrovare una nuova giovinezza artistica. D’altronde Levon era un uomo generoso e aiutava spesso gli altri. All’inizio del nuovo millennio Levon fece ancora una volta leva sulla sua grande forza e si riprese il suo posto nell’olimpo dei grandi della musica del Novecento. Per riscattare la casa che stava perdendo incominciò a organizzare concerti nel suo granaio con ospiti di prestigio che si facevano in quattro per dargli una mano e per suonare con un musicista leggendario come lui. Piano piano anche la voce ritornò e Levon tornò ad incidere e a suonare con una voglia e una grinta che a ripensarci ora ancora mi commuovono. Aveva finalmente ripreso il suo posto tra i grandi. Era finalmente ritornato ai fasti di un tempo. Ero davvero contento per lui, ma purtroppo la malattia che sembrava definitivamente sconfitta è ritornata più cattiva che mai per portarlo via per sempre. Nel 2007 quando andai a Woodstock per registrare con un suo amico e compagno di band, Garth Hudson, mi ero riproposto di andare a trovare Levon durante uno dei suoi ormai famosi concerti in casa. In studio di registrazione ritardammo e pensavo che mi sarei perso il suo concerto. Ricordo ancora con tanta malinconia lo sguardo di Garth che vedendomi preoccupato prese in mano il telefono e telefonò direttamente a Levon pregandolo di non iniziare il concerto sino all’arrivo dei suo amici italiani. Questo era lo spirito di The Band essere grandi e umili allo stesso tempo.
Dopo quel concerto, a cui riuscii ad arrivare in tempo, gli regalai un’armonica. Era un modo come un altro per ringraziarlo per tutto ciò, che pur non sapendolo, aveva fatto per me. Avevo anche programmato di registrare qualcosa con lui ma purtroppo, adesso, resterà solo un sogno.

Ciao Levon, ti porterò per sempre nel mio cuore. E quando mi sentirai suonare “Precious Lord”, sappi che se la suono è tutto merito tuo.
Grazie Levon, grazie per avermi insegnato a mettere l’anima dentro alle canzoni, e a suonare con cuore e passione come se fosse l’ultima volta.

Vi saluto con affetto,

Angelina