HOME NEWS BIO MUSICISTI DISCOGRAFIA
RECENSIONI
AWARDS PHOTOGALLERY FABRIZIO RACCONTA BIBLIOGRAFIA
CONCERTI
COMUNICATO STAMPA SCHEDA TECNICA FOTO DA SCARICARE
CONTATTI SHOP
 
 
 
 

Newsletter ottobre 2010

Ciao a tutti,
in Texas è andato tutto oltre alle nostre più rosee aspettative. La band ha suonato in luoghi mitici come Antone's, Luckenbach e la Gruene Hall con molti eroi ed amici del posto (Flaco Jimenez, Ponty Bone, Floyd Domino (straordinario pianista degli Asleep At The Wheel e Waylon Jennings), Marcia Ball, Tommy Elskes (suo è il brano Bohemia che compare nell’ultimo cd di Lyle Lovett “Natural Forces”) e tanti altri). E' stato tutto molto bello ed emozionante. La gente ha accolto la  musica di Fabrizio e i suoi  racconti con grande coinvolgimento e partecipazione. Le lacrime hanno spesso bagnato le mie guance. Ma non ero la sola. Spero che tutto ciò si evinca dal cd live e dal documentario che uscirà il prossimo anno. Avrei voluto avervi tutti al nostro fianco, perchè certe cose sono difficili da raccontare. Piano piano arriveranno. Attraverso le foto e gli articoli che sto mettendo sul sito e su Facebook e attraverso un reportage dal Texas che Fabrizio ha scritto e che comparirà sul prossimo numero di JAM in uscita a inizio novembre. Prenotatelo in edicola.

Ecco alcuni commenti che ci sono arrivati dopo le nostre esibizioni in Texas. Credo possano dire più di tante mie parole (le mie traduzioni sono in corsivo):

Lottie che era presente al nostro concerto al Teatro di Marble Falls ha scritto:
I was there and loved every minute of it. Excellent show...so much music expertise in one place does not happen often here.  Sooo happy to have witnessed it!!!
(Ero lì e ho amato ogni singolo secondo del vostro eccellente show. Così tanta bravura musicale tutta in un solo posto non capita spesso da queste parti. Sono felicissima di esserne stata testimone!)

Pam invece ha scritto:
"… I not only loved meeting you both and your great band, but I loved your music and your spirit. I have listened to the cd over and over, especially at night time, because it is so peaceful and enjoyable…I hope you make it back to Texas soon…
(Non solo mi ha fatto piacere conoscere voi e la vostra grande band, ma ho amato anche la vostra musica e il vostro spirito. Ho ascoltato il vostro cd in continuazione, specialmente alla sera perché è così amabile e pieno di pace. Spero che torniate presto in  Texas)

Cindy ha scritto dopo aver acquistato Spirit & Freedom a un concerto:
Oh how I love this!!! Have the CD & play in my car every day. Now have it on phone & can listen wherever I am…
(Oh quanto mi piace!!! Ho il cd in macchina e lo ascolto ogni giorno. Adesso l’ho messo sul telefonino così lo posso ascoltare ovunque…)

Tracie Ferguson è la direttrice musicale della Gruene Hall un luogo storico (è del 1878 ed è il più antico locale texano) dove suonano o hanno suonato regolarmente artisti del calibro Willie Nelson, Townes Van Zandt, Jerry Jeff Walker, Lyle Lovett,  Allman Brothers Band, Nanci Griffith, Ryan Bingham, i Fabulous Thunderbirds, Robert Earl Keen e  Lucinda Williams. Tracie quindi è una persona che di musica ne sa parecchio. Tanti sono stati i musicisti da lei scoperti. Ecco cosa ha scritto dopo il nostro concerto alla Gruene Hall: Fabrizio Poggi and Chicken Mambo came over from Italy to steal our hearts, and it worked! Go see this man and his band, even if you have to fly to Italy to see them! Incredible show. Thank you for setting it up Donnie Price. Fabrizio is amazing. I thought I had heard and seen it all and then here come the Italians with a totally different take on the blues. We loved it! (Fabrizio Poggi e i Chicken Mambo sono arrivati dall’Italia per rubare i nostri cuori, e ci sono riusciti. Andate a sentire quest’uomo e la sua band, anche a costo di volare sino in Italia per vederli. E’ stato uno show incredibile. Grazie a Donnie Price per averli portati. Fabrizio è sorprendente. Pensavo di aver ascoltato e visto quasi tutto ma poi sono arrivati questi italiani con la loro visione completamente differente del blues. E come ci sono piaciuti!)

David ha scritto:  It was outstanding! (E’ stato eccezionale!)  

Joe un fotografo che abbiamo conosciuto in quel luogo mitico che si chiama Luckenbach, Texas dopo aver inserito le foto della band in uno spazio chiamato Close to the flame ha scritto: I use the metaphor of  Close to the Flame because while these artists are on stage they are Hot. I try to capture that energy in my photographs. (Uso la metafora Vicini Al Fuoco perchè questi artisti quando sono sul palco sono bollenti. Io cerco di catturare quell’energia con le mie fotografie)

 

Don ha scritto:
Mere words cannot express what Scott Boland so aptly called "the Chicken Mambo train that cut a swath through Central Texas.
(Le sole parole non riescono a esprimere ciò che Scott Boland ha giustamente definito con queste parole: Il treno dei Chicken Mambo ha tracciato un solco indelebile attraverso il Texas Centrale)

Abbey commentando ciò che ha scritto Don ha scritto a sua volta
 Thank you for bringing the Train to Luckenbach.
(Grazie per aver portato quel treno a Luckenbach)

Martin And Deb dopo aver ascoltato Fabrizio intervistato a Radio KFAN hanno scritto:
So many dreams have come true. Waldo at KFAN asked Fabrizio where he would really like to play and his response was that he was playing them all this tour. Too cool!
(Quanti sogni sono diventati realtà. Waldo a KFAN ha chiesto a Fabrizio quali fossero i luoghi in cui gli sarebbe piaciuto suonare e la sua risposta è stata che ci stava già suonando durante il suo tour. Troppo forte!)

William ci ha scritto:
You are our dreams....It was so grand to have you in Texas, we only wish that you could stay longer... you guys are the best!
(Voi siete i nostri sogni… E’ stato grandioso avervi in Texas, ci sarebbe piaciuto se vi foste fermati un po’ più a lungo… Voi ragazzi siete i migliori!)

Lenora ha scritto
 It was great meeting you and listening to your beautiful music!
(E’ stato grande incontrarvi e ascoltare la vostra bellissima musica!)

Bill Lewis ottimo cantautore che è salito sul palco di Luckenbach come gradito ospite dei Chicken Mambo: Fabrizio - It was an honor and a pleasure to sit with you last night. We will meet again, I'm sure of it.  Thank you so much for the kind words and for liking the music.  I am still walking on air from the days I got to sit in with Fabrizio and the rest of the guys at Luckenbach.  It is an experience I will cherish always.  I have a new music hero, and his name is Fabrizio Poggi!  (Fabrizio - è stato un onore e un piacere essere tuo ospite ieri sera. Ci incontreremo ancora Fabrizio, di questo sono sicuro. Grazie tante per le gentili parole e per il fatto che ti piaccia la mia musica. Cammino ancora sollevato da terra dal giorno in cui sono stato ospite sul palco con Fabrizio e i ragazzi a Luckenbach. E’ un’esperienza che terrò per sempre cara. Ho un nuovo eroe musicale e il suo nome è Fabrizio Poggi!)  

Paula ha scritto: I fear that only getting to hear you two times on your Texas tour is going to leave me aching, dear Fabrizio, Angelina, Stefano, French, and Roberto! Was mesmerized Saturday night, and am highly excited about Friday night at Mike Blakely’s Fandango! Thank you for bringing your magic to Texas! (Ho paura che la possibiltà di ascoltarvi solo due volte durante il vostro Texas tour mi procurerà un po’ di dolore, cari Fabrizio, Angelina, Stefano, French, e Roberto! Sabato sera sono rimasta ipnotizzata, e sono eccitatissima di vedervi venerdì al Fandango (festival) di Mike Blakely! Grazie per aver portato la vostra magia in Texas!)  

Taylor ha scritto:
Great show last night at Antone's…What a night for the BLUES!
(Grande show ieri sera da Antone’s… Che gran serata per il BLUES!)

Phil Mezzetti l’uomo che ha registrato il nostro concerto a Marble Falls per un prossimo disco live ci ha scritto:
Thank you for having me record such a special show. I will never forget how special that night was. You are all truly amazing musicians and the finest people.
(Grazie per avermi dato l’opportunità di registrare uno show davvero speciale. Ricorderò per sempre quanto quella notte sia stata speciale. Siete davvero musicisti sorprendenti e belle persone)

Kenny Grimes chitarrista che ha suonato in “Nuther world” e che non vedevamo da almeno dieci anni ha jammato con la band alla Gruene Hall. Ecco cosa ci ha scritto:
Fabrizio - It was so good to see you and Angelina and the band! What a great band! Thanks! I loved playing music with you again!
(Fabrizio - E’ stato bello rivedere te, Angelina e la band. E che band! Grazie! Mi è davvero piaciuto suonare di nuovo con voi!).

Deborah ci ha scritto
Amazing show last night at Uptown Marble Theater. What a stage full of talent…. Mexican Moon and I’m On the Road again were my favorites …. Fabrizio and Flaco - what a team!
(Che spettacolo favoloso ieri sera all’Uptown Marble Theater. Che palco pieno di talenti….  Le mie preferite sono state Mexican Moon e I’m on the road again… Fabrizio e Flaco – che squadra!)

Mentre vi scrivo è ancora in corso il tour europeo di Debbi Walton la straordinaria cantante texana che duetta con Fabrizio in Spiritual (uno dei brani più apprezzati di Spirit & Freedom). Potete solo immaginare che grande emozione ascoltare Debbi e Fabrizio cantare dal vivo insieme quella canzone in Texas. Debbi si è esibita in due sole date italiane ma ha già spezzato il cuore di tante persone che come noi si sono immediatamente  innamorate della sua voce e della sua musica. Non avevamo dubbi. Adesso è in tour in Svizzera e in Germania con tre eccellenti musicisti: Donnie Price (grande bassista e nostro tour manager e angelo custode in Texas), e due colonne dei Chicken Mambo, Gianfranco Scala alla chitarra e Stefano Bertolotti alla batteria.

Stefano Intelisano  è un po’ un figlio adottivo per me e Fabrizio. Non possiamo quindi che essere fieri di lui e della sua incredibile carriera di musicista. Certo ne è passato del tempo da quando lo abbiamo portato a Austin, Texas per suonare con noi nel lontano 1999. Era poco più che ventenne e studiava architettura. Dopo quella volta Stefano, cogliendoci persino di sorpresa perché non ci eravamo accorti di quanto quell’esperienza fosse stata importante per lui;  decise di trasferirsi in Texas. Ricordo ancora la volta in cui tornando da un concerto, credo fosse ad Ancona, sul pulmino della band chiese a Fabrizio un suo parere. Stefano gli disse che forse lì in Texas sarebbe riuscito a fare ciò che voleva veramente: guadagnarsi da vivere suonando il suo piano e il suo organo Hammond. Fabrizio gli rispose che data la sua giovane età, valeva la pena di provare. Fabrizio stesso avrebbe voluto fare la stessa esperienza tanti anni prima. Ma il destino aveva deciso diversamente. Fabrizio gli disse: Avrei voluto io avere quell’opportunità alla tua età. E cioè qualcuno a cui fare la stessa domanda che mi stai facendo tu. Comunque il mio consiglio è quello di andare e provarci. Se non dovesse funzionare avrai perso solo un po’ di tempo e vorrà dire che  diventerai  un architetto qualche anno più tardi. Alla tua età un anno non è nulla e poi è sempre meglio non avere rimpianti nella vita.  Ricordo ancora quando Stefano lasciò la band. Alla fine dell’ultimo suo concerto con i Chicken Mambo Fabrizio abbracciandolo gli fece promettere che non sarebbe tornato mai più. Una promessa che non solo è stata mantenuta, ma in questi anni Stefano con tenacia e talento si è fatto apprezzare ad Austin e non solo suonando con personaggi del calibro di Delbert McClinton, Patty Griffin, Seth Walker, Jimmy LaFave , Gary Nicholson e Raul Malo. E adesso è arrivato davvero il momento della svolta. Stefano è in tour con Jason Mraz, un nome che forse non vi dirà molto ma che negli States e nel resto del mondo ha un seguito “da paura”. Se andate su YouTube guardate quanti visitatori ha uno dei suoi video: più di 70 milioni! Sono le tastiere si Stefano quelle che si sentono nell’ EP che il giovane e talentuoso cantautore (un incrocio tra James Taylor e Dave Matthews) ha tratto dal tour attualmente in corso, andate sul link: www.jasonmraz.com . Al fianco di Jason, Stefano ha suonato al FarmAid con gente del calibro di Willie Nelson, John Mellencamp e Neil Young. Giusto per fare qualche nome. Mi perdonerete quindi l’enfasi  con cui sto scrivendo. La mamma (seppur adottiva) è sempre la mamma…

Una notizia inaspettata e che ci ha rattristato tantissimo mentre eravamo in Texas. Il 10 di settembre ci ha lasciati per sempre un personaggio che chiunque sia stato a Clarksdale in Mississippi non può non avere incontrato. Ovunque ci fosse musica c’era anche lui con il suo sorriso amichevole e la sua testa fra le nuvole. Si chiamava Foster Wiley meglio conosciuto Mr Tater, The Music Maker. Non lo vedremo più suonare il suo blues naif e personalissimo sui marciapiedi della città o jammare nei juke joint di Clarksdale. Ieri nello studio di Fabrizio ho visto una foto di Mr. Tater mentre da Red’s (noto locale blues di Clarksdale) suona  con Fabrizio e Lightin’ Malcom e mi sono commossa fino alle lacrime.

Il nostro eroe ed amico Charlie Musselwhite nel suo disco più recente The well appena uscito, che vi consiglio caldamente, ha dedicato un brano al mitico Sonny Payne. La cosa bella e assolutamente non voluta e premeditata è che Fabrizio ha registrato in Texas una canzone da lui scritta e dedicata al King Biscuit Time la celebre trasmissione che Sonny Payne conduce da anni. Ospite nel brano di Fabrizio c’è Marcia Ball anche lei felicissima di omaggiare il grande dj. Per chi vuole saperne di più su Sonny Payne consiglio di leggere Angeli perduti del Mississippi: storie e leggende del blues. Fabrizio parla di lui e del suo programma a pagina 62, 152 e 168.

Sempre a proposito di Charlie c’è in rete una interessante intervista a lui fatta da Ben Manilla dove Charlie è ripreso nel suo studio, il santuario dove sono nate gran parte delle sue canzoni. E’ molto bello vederlo e sentirlo raccontare le sue storie mentre ci mostra fotografie, riconoscimenti e altro materiale raccolto durante la sua lunga e ormai leggendaria carriera. Ecco il link:
http://www.youtube.com/watch?v=R3Vu-7DAPa8

E parlando di grandi musicisti vi ricordo ancora una volta che è di nuovo disponibile il libro di Fabrizio dedicato all’armonica blues ovvero Il soffio dell’anima: armoniche e armonicisti blues Il libro stampato dalla Ricordi/Universal è ora  disponibile nei migliori negozi di dischi, di strumenti musicali e in tutte le librerie. Per informazioni: Master Music www.master-music.it

Ed eccoci al consueto appuntamento con le recensioni. Un grazie di cuore da parte mia e di Fabrizio a tutti coloro che hanno dedicato parte del loro prezioso tempo per dedicare qualche parola al nostro lavoro.

Cominciamo con una recensione di Mercy che abbiamo ricevuto solo ora ma che abbiamo apprezzato enormemente.
Dal blog Lacrimablues di Plundered my soul
Fabrizio Poggi & Chicken Mambo - Mercy
Sicuramente uno dei migliori dischi di blues uscito in questi ultimi anni e non solo della scena italiana, F. Poggi rivisita e racconta la tradizione del profondo sud, gospel, blues, train song, con grande sensibilità ci propone classici che fanno e sono la storia della musica americana, cover di  Robert Johnson, Curtis Mayfield, Blind Willie Johnson e molti traditional patrimonio musicale di tutti , ci sono poi suoni  vintage, cioè registrazioni originali come il fischio della locomotiva del 1947 oppure uomini al lavoro del 1934 . Oltre ai Chicken Mambo numerosi ospiti che contribuiscono a rendere grande questo lavoro, imperdibile non solo per gli amanti del genere!

Ecco un bell’articolo apparso su L’Unità in cui si cita il libro di Fabrizio. Al di là di questo l’articolo è  interessantissimo e vi consiglio di leggerlo tutto. Sono assolutamente certa che vi piacerà e non poco.
In mezzo scorre il fiume - Viaggio lungo il Mississippi
di Rock Reynolds
Ne è passata d’acqua sotto i ponti da quando, nel 1941, Alan Lomax (il cui La terra del Blues è una lettura quasi obbligatoria) avvicinò uno spaventatissimo Muddy Waters presso la piantagione Stovall, nel cuore del Delta del Mississippi, per chiedergli di suonargli qualcosa. Muddy, da buon monellaccio, temeva che quel bianco fosse un poliziotto venuto a pizzicarlo per produzione illecita e contrabbando di alcol, ma quell’incontro fece di lui l’epitome del Blues, secondo solo a Robert Johnson nell’identificazione collettiva del bluesman. I tentativi di descrivere il Blues con gli strumenti dell’arte popolare non mancano. Se gli sforzi di una pellicola come Crossroads finiscono per risultare stucchevoli, più sinceri e illuminanti paiono film come Blues Brothers, Storia di un soldato e, soprattutto, la serie di documentari d’autore The Blues, curata da Martin Scorsese. Anche la letteratura ha strizzato l’occhio alla musica del diavolo. Vita sul Mississippi di Mark Twain non parla certo di Blues, ma ne inquadra le radici. Più vicine, se non altro per ragioni geografiche, sono le pagine delle due grandi narratrici del Sud, Flannery O’Connor ed Eudora Welty, quest’ultima proprio del Mississippi. E come sottostimare l’importanza dell’opera di William Faulkner, i cui I saccheggiatori e Mentre morivo sono blues su carta? Ma c’è anche chi ha voluto onorare la musica dei braccianti afroamericani fin dall’Europa. Cercando Sam del francese Patrick Raynal è un noir che va alle radici di questa musica, con citazioni su citazioni di brani passati alla storia e riferimenti a luoghi che stanno al Blues come Busseto e Torre del Lago stanno alla musica lirica. L’uscita di un interessante Cd può fornire lo spunto giusto per approfondire il discorso e fare la conoscenza di uno dei suoi esponenti più misconosciuti e genuini: Mississippi Fred McDowell. A differenza di molti colleghi più celebri, McDowell non abbandonò mai il Delta del Mississippi, una vasta zona alluvionale vagamente elicoidale tra Arkansas, Louisiana e Mississippi, dove alcune delle grandi piantagioni di monocultura impiegarono migliaia di schiavi africani prima della Guerra Civile e di braccianti a basso costo dopo la pesante sconfitta dei Confederati. Per inquadrare l’ambiente sul piano storico-geografico, vi suggerisco il saggio Mississippi di Mario Maffi, un viaggio spirituale e fisico lungo l’old man river. Dove si capisce meglio da dove nasce la musica del diavolo: dal cuore dei discendenti degli schiavi, certo, così come dalla povertà di zone agrarie che ancor oggi non sembrano sfiorate dalla modernità. Basterebbe fare una capatina a Clarksdale e dintorni per rendersene conto. Oppure prendere visione dello splendido dvd M for Mississippi (con sottotitoli fortunatamente in italiano visto che lo slang del Mississippi è di difficile comprensione persino per i cittadini americani), un tributo agli ultimi esponenti della musica degli avi, con la loro umilissima quotidianità che è anni luce dai lustrini con cui il business ha cercato di abbellire la grezza ingenuità di musicisti strappati dal portico di qualche baracca di lamiera e catapultati su palcoscenici internazionali. Leggetevi Hoochie coochie man di Robert Gordon, l’appassionata e spesso impietosa biografia di Muddy Waters, oppure il saggio Howlin’ Wolf (I’m the Wolf) dell’italianissimo Luigi Monge, per capire meglio di cosa sto parlando e per cogliere il passaggio del Blues dalle campagne del Mississippi al fragore industriale di Chicago, con la conseguente elettrificazione di una musica essenzialmente acustica. Oppure, ancora, leggete Angeli perduti del Mississippi di Fabrizio Poggi, un appassionato di cultura americana che mette al servizio del lettore la conoscenza profonda della materia di chi l’ha vissuta in prima persona per decenni. Il suo libro non ha nulla di accademico e racconta questa musica spiegando il significato delle principali espressioni slang che la caratterizzano. Soprattutto, visitate il sito www.fredmcdowell.eu e fatevi mandare a casa una copia di Come and found you gone di «Mississippi» Fred McDowell, una raccolta di inediti registrati nel 1967 da uno dei massimi conoscitori della cultura del Sud, quel William Ferris già consulente dell’amministrazione Clinton nonché curatore della monumentale Encyclopedia of Southern Culture , che Rolling Stone ha definito uno dei dieci più influenti esperti di musica americana. Sul sito potrete ascoltare qualche anticipazione e scaricare tre brani di McDowell eseguiti da suoi eredi spirituali e registrati sul campo recentemente, oltre alla traduzione della illuminante intervista allo stesso Ferris e a un saggio sul musicista scritto da uno dei massimi esperti internazionali di Blues, Marino Grandi, fondatore della rivista Il Blues. La cosa più bella di queste registrazioni è l’atmosfera casalinga che si percepisce immediatamente e che, peraltro, non va a detrimento della qualità dell’incisione. Si sentono il classico piedino che batte sull’assito, il palmo che percuote le corde all’altezza del ponte, stoppando le note indesiderate e conferendo ai brani quel ritmo sincopato che da sempre crea uno spartiacque naturale tra la musica afroamericana e tutto il resto. È musica catatonica, ossessiva, ipnotica. Quasi si sente il profumo di melassa e uova strapazzate di cui parla Ferris nell’intervista. Il Blues è anche e soprattutto questo: genuinità, quotidianità, un puro distillato di emozioni. Fred McDowell è quello che B.B. King sarebbe stato se non avesse incontrato Sam Phillips, quello che sarebbero stati gli stessi Muddy Waters e Howlin’ Wolf, due giganti del blues elettrico, se non avessero lasciato il duro lavoro dei campi del Mississippi per la promessa di un futuro incerto a Chicago. In un certo senso, Fred McDowell, nato tra il 1904 e il 1907, rimase quello che era sempre stato: un gran lavoratore. Non è un caso che, dopo aver fatto il benzinaio, con i soldi di un lauto tour europeo si comprò la stazione di servizio e non smise mai di lavorarci. Prima della relativa fama, McDowell era stato abituato come tutti i colleghi a suonare a feste private e barbecue, così come in chiesa, perpetuando il mai troppo abusato stereotipo del «servire Dio e Satana» insieme. I Rolling Stones avevano una venerazione per lui: You gotta move è un brano di McDowell, inserito nel capolavoro Sticky Fingers in una versione molto ossequiente. Keith Richards era solito dire: «Non capisco cosa trovi di tanto interessante la gente nella nostra musica, dopo aver sentito i grandi cantanti blues che l’hanno ispirata». Forse, una spiegazione la potete trovare in Exile on Main St. di Bill Janovitz, l’ottima analisi della genesi del terzo capolavoro degli Stones. Perché, come diceva Muddy Waters, «Il Blues esisteva prima che io nascessi... Finché ci sarà gente che soffre, ci sarà blues».
Mandate i vostri commenti rockreynolds@libero.it sono sicura che li apprezzerà.

Ecco invece una recensione dal blog: Sassi per Pollicino scritta da Rosa Benedicta Nicolini Libri su Libri - ANGELI PERDUTI DEL MISSISSIPPI (per i più grandi)

 ‘Chi non ama il blues ha un buco nell’anima’
(inciso sul muro di un vecchio negozio di dischi del Mississippi)
Volete sapere com’è nato il blues? Come si sono create certe ‘ballate nere’ indimenticabili e sempre pronte a rapirci? Non è certo successo in modo banale, ovviamente. Ma, piuttosto, con più d’un pizzico di magia e mistero. Proprio come in ognuno di questi piccoli racconti di Poggi.
Tutto comincia  a un crocicchio d’una via. Almeno, così narra la leggenda…
Tutto comincia così, certo, per Robert Johnson, che fa un patto col diavolo.
Eh, già! Johson cede la sua anima in cambio d’un talento: la magica dote di saper suonare la chitarra come nessuno ha saputo fare prima. E, poi, la storia prosegue fino a oggi. E’ la storia, appunto, del linguaggio un po’ sacro del blues. Da B.B. King a Elmore James. Un ponte fra le radici africane e le possibilità creative liberate dal clima americano.
Leggetelo, ragazzi. E, poi, scrivetene anche voi sul blog di SPP!

Come tutti voi penso, ne ho lette e sentite di tutti i colori a proposito dell’anniversario della scomparsa di Janis Joplin lo scorso 4 ottobre. Non me la sento di aggiungere altro se non che ci manca ogni giorno di più. Oggi come allora. In un mondo in cui le persone che cantano direttamente dal profondo dell’anima sono sempre meno…
E mi viene da pensare con una certa emozione a quando Fabrizio tredici anni fa ha suonato sul palco del Threadgill’s di Austin, Texas calcando le stesse assi che Janis aveva riempito di sudore, passione e grande musica. Proprio da lì aveva cominciato la sua carriera quella ragazza timida che qualche anno dopo ruggirà come una leonessa davanti a tanti ragazzi a cui regalerà Piece of my heart  un pezzettino del suo grande cuore.

Una storia, o meglio un’odissea che ci ha toccato profondamente. Quella di Sergio Mancinelli, che potete leggere qui:
http://radiomusicsmile.splinder.com/post/23302293/anche-il-giornale-pubblica-la-notizia-piu-vergognosa-della-radiofonia-italiana-degli-ultimi-anni
Mandate una mail di solidarietà a Sergio scrivendo a info@sergiomancinelli.com

Restiamo connessi
Amore & Luce
Angelina