Texas Blues Voices booklet in italiano

Texas Blues Voices
Questo è l’album numero venti per Fabrizio Poggi. Un traguardo speciale che doveva essere segnato da un progetto altrettanto speciale. Questo. Da tanti anni l’ottimo armonicista italiano aveva il desiderio di celebrare le grandi voci del blues texano di oggi. Il Texas ha dato tanto al blues attraverso musicisti che sono ormai diventati leggenda: da Blind Lemon Jefferson a Lightnin’ Hopkins, da Blind Willie Johnson a T-Bone Walker da Freddie King a Johnny Winter a Stevie Ray Vaughan. L’eredità artistica di questi grandi del blues è viva ancora oggi grazie a musicisti come quelli che sono protagonisti in questo album con le loro superbe voci. Per questo Fabrizio ha deciso di non cantare in questo disco e di lasciare che la sua unica e sola voce fosse quella della sua armonica.
Come sempre piena di passione, poesia ed energia pura.
Eccellente la band che accompagna Fabrizio e la sua armonica nel viaggio tra le grandi voci del Texas blues, composta da musicisti rodati e con il blues nelle vene: Bobby Mack e Joe Forlini chitarre, Cole El-Saleh piano e organo, Donnie Price basso e Dony Wynn batteria e percussioni.
Il disco prodotto da Fabrizio Poggi è stato interamente registrato ad Austin, Texas da Stuart Sullivan ingegnere del suono della Antone’s Records e vincitore di due Grammy Award con Jimmie Vaughan e Pinetop Perkins. Nel corso della sua lunga carriera ha inciso dischi per artisti del calibro di Stevie Ray Vaughan, Kim Wilson, James Cotton, Elvin Bishop, Lazy Lester, Gary Primich, Snooky Pryor, Marcia Ball e  Jimmy Rogers.

Robert J. Williams

1    NOBODY’S FAULT BUT MINE (Blind Willie Johnson)
      feat. CAROLYN WONDERLAND
Il brano più celebre di Blind Willie Johnson, uno dei giganti del Texas blues, l’uomo che ha inventato lo spiritual blues. Nessuno canta questa canzone come Carolyn Wonderland e la sua chitarra è davvero straordinaria in questo brano così come in altri brani di questo album.  Non c’è bisogno di tante parole per presentarla: lei è davvero “La regina del blues di Austin”. La canzone non sarebbe la stessa senza il magico e appassionato intervento di Cole El-Saleh al piano e all’ organo. Cole ha suonato divinamente su tutto il disco creando meravigliosi tappeti sonori.

2    WALK ON (Ruth and Brownie McGhee)
      feat. RUTHIE FOSTER
Questo è una delle più belle canzoni di Sonny Terry e Brownie McGhee . Questo brano mi piace da sempre, ma mi sono davvero innamorato di questa canzone il giorno che ho ascoltato la versione di Ruthie Foster.
A proposito di Ruthie qualcuno ha detto : “Da luoghi di culto alle House of blues con la sua voce piena di soul affinata nelle chiese del Texas, Ruthie può portare il suo pubblico dalle lacrime all’estasi – il tutto, a volte, in una sola canzone “. Sono stato d’accordo con questa citazione sin dalla prima volta in cui l’ho vista in un piccolo club di Austin, Texas più di 25 anni fa .
Mi piacciono davvero le parole della versione di Ruthie:
“Walk on ovvero tira dritto finché non trovi la tua strada.
A volte le strade sembrano non finire mai e le suole delle tue scarpe sono quasi consumate; ma tu non ti fermare, continua a comminare fino a che non troverai la “tua” strada, anche se non sai dove stai andando ma sai benissimo da dove vieni, anche se ti sembra che la felicità non faccia per te, tu non darti per vinto fino a che non troverai la strada che porta alla gioia”.

3    FORTY DAYS AND FORTY NIGHTS (Muddy Waters, Bernard Roth)
      feat. MIKE ZITO    
In questa canzone Muddy Waters incontra il Texas Blues!
“Forty Days and Forty Nights” è un classico di Muddy Waters del 1956 scritto da Bernard Roth ed è una delle mie canzone preferite di Muddy . Ho sempre voluto registrare questa canzone e finalmente l’ho fatto con il prezioso aiuto di Mike Zito.
Mike Zito che è uno degli artisti più straordinari presenti oggi sulla scena blues e rock e in questa canzone canta e suona la chitarra slide in modo assolutamente divino! Mike sa davvero come suonare il blues. Con grande feeling. E’ una bellissima persona, semplice e dolce. Mi considero molto fortunato ad averlo come amico. Ha fatto un lavoro stupendo in questa canzone.

4    ROUGH EDGES (W.C. Clark)
      feat. W.C. CLARK 
W. C. Clark, nato nel 1939 , è conosciuto come il “Padrino del blues di Austin ” per la sua influenza, sin dalla fine del 1960, sulla scena blues di Austin, Texas. Ha ispirato tantissimi musicisti texani. Nei primi anni 1970, Clark formò un quintetto blues chiamato Triple Threat Revue  che aveva in formazione il grande e indimenticabile  Stevie Ray Vaughan. Ha anche formato diverse band che comprendevano come membri Jimmie Vaughan, Lou Ann Barton e Angela Strehli. W.C. Clark è coautore di “Cold Shot “, che è stato uno dei maggiori successi di Stevie Ray Vaughan a metà degli anni ’80  e recentemente ha fatto guadagnare a W.C. il suo primo disco di platino.
“Rough Edges” è una canzone sulla lunga guarigione dalle ferite di un amore finito male. W.C. Clark mi ha raccontato una storia molto interessante su questo brano: “Alla fine degli anni settanta io e Stevie Ray Vaughan in uno studio di registrazione chiamato “Hole Sound” abbiamo registrato un 45 giri. Stevie all’epoca suonava ancora con i Cobras. E “Rough Edges” era su quel 45 giri. Sul disco Stevie Ray suona la chitarra e io il basso. Era il gennaio 1979 “. Ora  quel 45 giri è molto raro e prezioso. Prezioso come la voce la chitarra di W.C. Clark in questa canzone.

5    MISSISSIPPI, MY HOME (Lavelle White)
      feat. LAVELLE WHITE
Miss Lavelle è nata in Louisiana ma è cresciuta in Mississippi che  ha lasciato quando aveva 15 anni. Con le lacrime agli occhi mi ha detto che allora era durissima in Mississippi dove razzismo e povertà la facevano da padrone. Il Mississippi però è rimasto dentro di lei anche quando è diventata una regina del soul e ha cantato con grandi come  Bobby Bland, Sam Cooke, Otis Redding, Junior Parker, Aretha Franklin, Junior Wells e Buddy Guy. Il blues che la madre cantava nei campi di cotone ha continuato a vivere dentro di lei. E tutto ciò si può sentire in questa sua autobiografica canzone cantata con coinvolgente ed emozionante energia alla tenera età di 86 anni.
Strepitoso l’assolo di piano di Cole El-Saleh e il lavoro delle chitarre.

6   NEIGHBOR, NEIGHBOR (Jimmy Hughes)
      feat. BOBBY MACK 
Nato a Fort Worth, Bobby Mack è cresciuto nella fertile scena blues texana, esibendosi in pubblico sin dal 1970. Bobby si è trasferito a Austin nel 1972. Qui, dalla fine degli anni Settanta, Bobby ha suonato in diverse band e si è fatto le ossa in locali leggendari come l’Armadillo World Headquarters, diventando una parte importante nello sviluppo della scena blues di Austin. Bobby era di casa e un vero e proprio punto di riferimento da Antone’s dove si è esibito ogni mercoledì sera per tutti gli anni Ottanta. Bobby ha suonato e registrato con Albert Collins, Buddy Guy, Otis Rush, Junior Wells, Luther Allison, Jimmy Rogers, Willie Foster, i Neville Brothers e molti altri. Se il sound di Bobby vi ricorda quello del grande Stevie Ray Vaughan ecco una storia che potrebbe essere motivo di riflessione. Narra una leggenda che il giovane Stevie Ray appena giunto da Dallas non perdesse un concerto di Bobby Mack da Antone’s o all’Armadillo World Headquarters. In realtà Bobby e Stevie erano coetanei, avevano gli stessi eroi musicali e vivevano nella stessa città, quindi è abbastanza normale che il loro sound abbia molto in comune.
Neighbor Neighbor è stata registrata per la prima volta da Jimmy Hughes nel  1966. Molti gli artisti che hanno inciso una loro versione di questa grande canzone. Tra loro Gregg Allman degli Allman Brothers band, i Grateful Dead e lo Spencer Davis Group. Per me la versione di Bobby Mack è una delle migliori. La fantastica chitarra di Bobby si può ascoltare anche in diverse altre tracce di questo album.

7    MANY IN BODY (Mike Cross, Karen Marie)
      feat. MIKE CROSS 
Nella voce di Mike Cross ho sentito, sin dalla prima volta, qualcosa di cui forse nemmeno lo stesso Mike si rende conto. Ho sentito il collegamento magico che c’è lui e Blind Lemon Jefferson pioniere del blues acustico texano e tra lui e Freddie King uno degli inventori del Texas blues elettrico. Nel suo dna c’è tutta la storia del blues texano con tanto di contaminazioni soul e gospel. La sua voce e un autentico tesoro che cambia per sempre la vita di chi la ascolta.
Di questa toccante canzone Mike dice: “Many in body è un gospel scritto dal punto di vista di un buddista: se lavoriamo tutti insieme con un obiettivo comune possiamo davvero fare tante cose positive per questo mondo. Karen Marie la mia fidanzata ed io, abbiamo scritto questa canzone a funerale di mia madre che suonava il piano in chiesa e da cui ho ereditato le mie radici gospel! ”
Ecco uno stralcio della canzone: ” Riuniti qui in questo momento ci sono tanti corpi, ma una sola mente, e ciascuno di noi ha dentro di sé il potere di trasformare il proprio veleno in medicina. Se tutti noi ci concentriamo, insieme vinceremo, inizia ad aver fiducia nel tuo cuore lì la tua la tua guarigione e il tuo equilibrio cominceranno, il tuo karma sarà trasformato, e cambiando la tua vita potrai cambiare il mondo intero. Una dopo l’altra la luce si accende e le cose si fanno più chiare, la verità si rivela, tante luci brillano e il  cambiamento è avvenuto: ora il cammino per la pace nel mondo è intrapreso! ” Sono contento di avere il mio amico di lunga data Radoslav al pianoforte. Rad ed io ci siamo incontrati per la prima volta nei primi anni Novanta. Lui stava suonando come solista prima di un mio concerto e ricordo ancora la mia bocca completamente spalancata dopo aver ascoltato soltanto le prime note della sua performance.

8    WELCOME HOME (Shelley King)
      feat. SHELLEY KING 
Devo essere sincero non conoscevo Shelley King finché non ho ascoltato il bellissimo disco dal vivo che Carolyn Wonderland ha inciso nel 2015 in cui Shelley è ospite. La voce di Shelley così particolare, ipnotica e profonda mi ha subito colpito. Quando poi ho scoperto questa canzone mi sono detto: voglio che Shelley la canti sul disco e la voglio accompagnare con la mia armonica. Che sia una canzone che Blind Willie Johnson, il padre dello spiritual blues, avrebbe scritto se non se ne fosse andato così presto? Sotto questo punto di vista sentite cosa mi ha detto la stessa Shelley su questo pezzo: “Questa è stata la prima canzone che ho scritto dopo che l’uragano Katrina ha colpito New Orleans. Scorreva dentro di me e l’ho composta in 20 minuti. Di tutte le canzoni che ho scritto questa è stata il più grande regalo. Mi sento come se fossi stata solo un tramite e che la canzone sia stata scritta molto prima dell’inizio del tempo ” .

9    WISHIN’ WELL (Mike Cross, Joe Forlini)
      feat. MIKE CROSS
” Wishin’ well” suona come un classico senza tempo del Texas blues.
Ecco uno stralcio della canzone :
” Dev’ essere stata la sfortuna, piccola, perché mi sento come  se un fulmine che mi avesse colpito due volte! Sei stata capace di trasformare un amore ardente e caldo in un solido blocco di ghiaccio. Dimmi piccola perché devi trattare un uomo in maniera così crudele, lasciami in pace e lascia che io sia solo uno dei tanti anelli nella catena degli stolti che ti hanno amato! Sei andata al pozzo dei desideri e hai sostituito un uomo con un altro. Sappi che prima o poi arriverà il giorno in cui il pozzo dei desideri diventerà secco!”
Questo è il momento di introdurre gli altri meravigliosi musicisti che hanno reso questo album così speciale per me.
Joe Forlini è uno dei più incredibili chitarristi in Texas. Ha preso il posto di Stevie Ray Vaughan nella band di W.C. Clark quando Stevie Ray ha intrapreso la carriera solista. Sul manico della sua chitarra scorre la stessa intensità della slide guitar di Duane Allman e la stessa energia di Billy Gibbons dei ZZ Top. E’ una bellissima persona e un grande amico.
Donnie Price, figlio d’arte (suo padre suonava in una big band texana) è un autentico “master of the groove” ovvero un autentico maestro del ritmo. Conosco Donnie da più di vent’anni e mi è sempre stato di grande aiuto in molti dei mie progetti. Come se fosse un fratello. E forse davvero lo è. In America usano l’espressione “brother from another mother” –  fratello di madre diversa – e credo che questa definizione calzi perfettamente a Donnie. Bassista rodato e vero “guerriero della strada”, Donnie è anche un maestro in quella regola d’oro che i bluesmen più navigati insegnavano a quelli meno esperti, una cosa che vale ancora oggi e cioè che nel blues, come e più che in altre musiche, i silenzi e le pause sono importanti almeno quanto la musica. I musicisti dicevano spesso che “less is more – meno è di più” ovvero che non era importante il numero o la velocità delle note suonate ma la qualità di ogni singola nota. Il suo aiuto è stato molto importante per la riuscita di questo disco e merita ancora una volta un grandissimo grazie dal profondo del mio cuore.
Dony Wynn straordinario batterista è una leggenda vivente. E ‘ di New Orleans , ma vive a Austin. Ha suonato e registrato con gente del calibro di Dr. John , Robert Plant , The Meters , Robert Palmer , Peter Gabriel , Steve Winwood , Patti Labelle e Rod Stewart . Sul suo sito c’è scritto : ” Determinato a tirar fuori sia il ritmo dei santi che quello dei peccatori, Wynn preferisce prendere la strada che altri potrebbero aver paura di percorrere” .

10  RUN ON (Traditional) 
      feat. GUY FORSYTH
“Run On” conosciuto anche come “God’s Gonna Cut You Down” e “Run On for a Long Time”, è uno spiritual tradizionale che è stato registrato da numerosi artisti come Johnny Cash, Blind Boys of Alabama, Odetta e Elvis Presley. Il testo originale e’ un monito ai peccatori: Non importa quanto forsennatamente cercherete di scappare, non eviterete il giudizio di Dio. Guy Forsyth è una forza della natura! Armato solamente di chitarra, voce e battito del piede Guy in questa canzone, registrata in una sola take suona come una grande orchestra. Come qualcuno ha detto e io concordo pienamente: Guy è una rara combinazione: non è solo un talentuoso chitarrista, cantante , armonicista e compositore, ma anche un diligente e studioso studente di blues e di musica folk americana.

RINGRAZIAMENTI
Grazie dal profondo del mio cuore a tutte le persone coinvolte in questo progetto. A tutte le persone che in qualche modo mi hanno aiutato a far si che  un altro sogno si sia avverato. A tutti i musicisti che mi  hanno regalato il loro tempo, il loro talento e il loro sangue, sudore e lacrime. Mille grazie! Non lo dimenticherò mai e sarete tutti nei miei pensieri e nelle mie preghiere per il resto della mia vita. Vi voglio bene amici miei.