Il soffio della libertà (cd 2015)

Recensione Il soffio della libertà su discoclub65 di Guido Festinese


Recensione Il soffio della libertà su HISTORIAS DEL BLUES Argentina copia


BLUEBIRD review written by Giovanni “Gio” Pilato
Boston, USA

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The aim of who creates art, any form of art, is to bring to the masses that message of culture that, in an era like this, too often get soffocated or totally nullified by the Internet and the various Social Networks.
Fabrizio Poggi from Italy is an artist that respects such statement right to the bone. His new record, Il Soffio Della Liberta’ (The Murmur Of Freedom) is a labour of love, inspired by the blues culture and the values and the richness of history that this genre carries. The album has been inspired by a theatrical music performance of the Italian Bluesman, celebrating a century of blues through the songs and the stories of those human heroes that have brought the Afro-American population from slavery to freedom.
The album features some brilliantly revised classics, such as Seeger’s We Shall Overcome or Dylan’s I Shall Be Released and some powerful Traditionals of the Blues, like Oh Freedom or I Want Jesus To Walk With Me.
Poggi has, in this record, stellar Special Guests to help him accomplishing this splendid music project, artists of the highest calibre like The Blind Boys Of Alabama, Eric Bibb, Charlie Musselwhite, Garth Hudson and many more. Musically, Poggi challenges himself in performing those classics, by offering an highly palatable ensemble of Blues, Folk and Americana. And where his voice can’t reach, then there is his fabulous harmonica and the class of the musicians accompanying Poggi, creating some really special vibes on this musical history ride. To hear the closing track of the album, the evergreen Amazing Grace, just on harmonica and voice, it is really something special and almost goose-pumping.
There are several references, on Il Soffio Della Liberta’, to Martin Luther King and his importance on inspiring Poggi to create this concept album. In one of his most famous quotes, King once said “You can kill the dreamer, but you can’t kill the dream”. That is the way in which the Italian Artist lives and has always lived his life, by breathing, thinking and living the dream of Blues every single day through his enormous talent.
A work of love, honesty and class. Il Soffio Della Liberta’ is musical food for soul.


Recensione Il soffio della libertà apparsa su Mescalina copia


IL GIORNALE


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DISCO CLUB PASSIONE MUSICA recensione scritta da Bruno Conti

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Una Ne Pensa E Cento Ne Fa! Fabrizio Poggi
Fabrizio Poggi – Il Soffio Della Libertà – Appaloosa/IRD
Un po’ a sorpresa, visto che non è neppure passato un anno dall’uscita dell’ultimo, eccellente, album di Fabrizio Poggi con i suoi Chicken Mambo, ecco già pronto un nuovo progetto: Il Soffio Della Libertà, che nel suo sottotitolo recita “Il Blues E I Diritti Civili – Una Marcia Sonora Da Selma Ai Giorni Nostri”, unendo le due anime di Fabrizio, quella del musicista e quella del divulgatore. Tra l’altro, anche se nel sottotitolo campeggia la parola Blues, in questo caso (come in altri dischi a firma Fabrizio Poggi) non possiamo parlare di solo blues, ma anche dei suoi cugini, zii, parenti, antenati, dal folk alla canzone d’autore, il soul, il gospel, lo spiritual e altri generi affini.
Il tutto in un disco che è allo stesso tempo una antologia e un disco nuovo.: diciamo una “antologia alternativa”, con brani inediti, versioni inedite o versioni alternative, pezzi tratti dalla discografia recente di Fabrizio Poggi con i Chicken Mambo, da Spirit Of Mercy, che già era una antologia, Spirit And Freedom (due temi ricorrenti) e Mercy. Tra le mille attività recenti, testimoniata dalla foto che vedete sopra, c’è stata anche la partecipazione alla trasmissione di Rai5 Ghiaccio Bollente, con relativa intervista di Carlo Massarini e una esibizione Live in Studio nella MusicRoom dei Chicken Mambo (si tratta dell’ultima puntata della stagione 2014-15, comunque ogni tanto la replicano, oppure andate sul sito Rai e la cercate, è la puntata con Ligabue.
Tornando al disco “nuovo” contiene 14 brani che raccontano la storia della conquista dei diritti civili degli afroamericani, attraverso alcune canzoni che ne hanno segnato il percorso. Con precise e puntuali note di Fabrizio e alcune fote che testimoniano dei passaggi importanti di questa storia. Si parte con We Shall Overcome, brano attribuito a Pete Seeger (con Frank Hamilton e Guy Carawan), anche se in anni recenti è stato simbolicamente deciso che la canzone è un adattamento del brano If My Jesus Wills, scritto da Louise Shropshire, e lo stesso Seeger confermò l’attendibilità della fonte. Poi naturalmente la canzone è stata eseguita da migliaia di interpreti, la versione più famosa quella di Joan Baez, e tra la più recenti quella di Springsteen. La versione di Poggi è uno dei due inediti del disco, breve ma intensa, solo voce, chitarra acustica e armonica poi sfocia in I Shall Be Released, uno dei brani più belli in assoluto di Dylan, già apparsa su Spirit And Freedom del 2010 e qui presentata in una versione alternativa, bellissima. Needed Time è uno spiritual vecchissimo, apparso in origine su Mercy, l’album del 2008, con il grande Ponty Bone alla fisarmonica, stessa interpretazione, difficile migliorarla. Deep In My Heart è un brano che porta la firma di Fabrizio, classico blues acustico, appariva in origine sul Live in Texas, spesso presente nelle sue esibizioni in concerto, qui in versione alternativa.
Come pure I’m On My Way, “disperato” gospel impreziosito dalle voci dei Blind Boys Of Alabama e dall’armonica di Charlie Musselwhite, sul disco è riportato “versione alternativa”, mi fido, non sono andato a controllare, grande brano comunque, era quello che cantavano i manifestanti nella tragica giornata a Selma. Si trovava su Spirit And Freedom, come pure la successiva I Heard The Angels Singin’ , un brano a firma del Rev. Gary Davis, nobilitato dalla presenza di Eric Bibb alla voce e alla slide e di Garth Hudson, che con il suo tocco inconfondile e unico all’organo lo rende un brano memorabile, “alternativa”? Oh Freedom, è l’altro inedito, brevissimo, che poi sfocia in una alternate di Stayed On Freedom sempre tratta da Spirit And Freedom, con Augie Meyers e Guy Davis.You Gotta Move, sempre del Reverendo Davis, è proprio quella che facevano anche gli Stones, era su Mercy del 2008, un folk blues solo voce, chitarra acustica e armonica. We Shall Not Be Moved è il brano che racconta la vicenda di Rosa Parks (a cui i Neville Brothers hanno dedicato una bellissima Sister Rosa, sul loro album migliore, Yellow Moon), sempre tratta dall’album del 2010, altro grande brano, se avete già il disco conoscete, oppure è l’occasione per apprezzarla per la prima volta. Come pure la successiva, splendida I Want Jesus To Walk With Me, nuovamente tratta da Mercy, con Garth Hudson alla fisarmonica e la moglie Maud alle armone vocali.
Ci avviamo alla conclusione. Jesus On The Mainline moltissimi la conoscono nella versione di Ry Cooder, quella di Fabrizio Poggi viene sempre dall’ottimo Mercy ed è anche questa targata come “alternativa”, comunque la giri rimane sempre un grande gospel-blues. Stessa provenienza anche per Precious Lord, ancora dall’album del 2008, brano scritto dal Reverendo Thomas Dorsey, si tratta di un altro intenso spiritual proveniente dalla immensa tradizione afroamericana, nuovamente solo voce, acustica e armonica a bocca, come nel disco originale. A concludere Amazing Grace, uno degli spiritual più celebri della musica americana, che come riporta la foto nel libretto del CD, Fabrizio è riuscito a suonare di fronte alla tomba di Martin Luther King ad Atlanta in Georgia.
Something new, something old, something borrowed, per parafrasare un celebre detto: la musica è valida, una occasione per conoscere Fabrizio Poggi e la sua musica se siete dei novizi , un ripasso con sorprese per gli altri.