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Live in Texas |
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Ovvero 15 concerti in
12 giorni Alle volte dovevo trattenere le lacrime che spontaneamente mi venivano agli occhi vedendo quanto Fabrizio, le sue armoniche, le sue canzoni, la sua passione nel raccontare in musica le sue storie siano apprezzate in quella terra, dove comunque niente è facile e il pubblico va conquistato ogni sera. Non ci possono essere cedimenti perché una certa diffidenza nei confronti di un italiano che vuole suonare la loro musica c'è. Per questo devi essere credibile rimanendo te stesso (senza diventare una imitazione di qualcosa che non sei e non sarai mai) e nello stesso tempo diventare uno di loro. Non è facile ma in ogni roadhouse, in ogni dancehall e su qualunque palcoscenico Fabrizio si tira su le maniche e canta con la passione che chi viene di solito ai nostri concerti conosce e la sua partecipazione emotiva e il suo cuore palpitano in quella canzone come fosse l'ultima da cantare.... per sempre. L'inizio dei concerti non è stato dei più semplici. Fabrizio e Ponty Bone hanno suonato al Rodeo che ogni anno si tiene alla Fiera Nazionale Texana di Dallas (la più grande del Texas per intenderci). Certo che suonare in una pista dove cavalli appena domati ti passano a qualche centimetro deve essere stata una esperienza che Fabrizio difficilmente dimenticherà. Così come non sarà facile scordare la polvere che ha dovuto togliere dalle sue armoniche. Ma, anche questo è il Texas. IIIAAAHHH!! Il primo leggendario locale dove Fabrizio si è esibito è stato il “SONS OF HERMAN HALL di Dallas, un posto dove ha suonato il meglio della musica texana e non solo. Lì erano di casa le Dixie Chicks e poi sui muri del locale ci sono le fotografie di grandi musicisti come i fratelli Robison (Bruce & Charlie), Kelly Willis, Toni Price, BR5-49, Ray Price, Jack Ingram, Joe Ely, Lucinda Williams, Hank Thompson, Bill Kircken, Asleep At The Wheel, Linda Ronstadt, George Strait , Jimmy LaFave, Guy Clark, e come dice Robert Earl Keen, la lista potrebbe andare avanti forever... Pensate al musicista che più vi piace: beh, lui ha suonato lì!. Certo che vedere la locandina di Fabrizio in mezzo a quelle dei musicisti che si sarebbero esibiti nel mese di ottobre, cioè gente come Augie Meyers (Texas Tornados e l'ultimo Bob Dylan) e gli Hangdogs, fa sempre un certo effetto. La band che ha accompagnato Fabrizio ha avuto diverse formazioni, anche se il punto cardine è stato il grandissimo Ponty Bone, da tutti trattato come una vera leggenda vivente. Nei prime tre concerti (Sons of Herman Hall – Dallas, il Festival Cajun di Smithville, e la sagra country di Welfare) la line up dei Chicken Mambo era formata da Fabrizio, Ponty Bone, Woodie Price alla chitarra, Wash Hamilton al basso, Mike Gersmann alla batteria, Ed Marcel Vizard (che suona due sassofoni contemporaneamente), e Booka Michel alle percussioni e rubboard. (Quest'ultimo è un personaggio leggendario nella scena musicale texana, sia come percussionista che come produttore: ha lavorato con tantissimi grandi artisti). Naturalmente, siccome Fabrizio ce la mette davvero tutta nel “vendere” con passione “il ghiaccio agli eschimesi” il successo è stato strepitoso. E poi, è sempre un po' toccante per me vedere la gente ballare le canzoni di Fabrizio e poi, alla fine del concerto complimentarsi con lui per le composizioni che scrive, per le belle storie che racconta. Alla Festa Cajun e a quella di Welfare, era bellissimo vedere anche i bambini ascoltare incuriositi e poi ballare divertiti sulla musica di Fabrizio, Ponty e la versione americana dei Chicken Mambo. A questa festa abbiamo conosciuto uno degli organizzatori del Kerrville Folk Festival, uno dei più prestigiosi folk festival americani, che è rimasto favorevolmente colpito dalle canzoni di Fabrizio e lo vorrebbe inserire nel programma del prossimo anno. Incrociamo le dita e speriamo. (Andate sul sito di Kerrville e guardate chi ci ha suonato negli scorsi trent'anni.... da paura!). John Arthur Martinez ha presentato il suo ultimo disco (tra l'altro molto bello) e ha organizzato una grande festa in cui si sono esibiti tutti i suoi amici musicisti. A questa festa abbiamo incontrato nuovamente la bravissima Tish Hinojosa alla quale piace molto la musica di Fabrizio e ci ha detto che Le piacerebbe collaborare con noi, non so come, non so quando, ma staremo a vedere. Durante questa festa Fabrizio ha avuto l'occasione di cantare “I wish to be in Texas” e “Mexican Moon” accompagnato da Ron Knuth al violino, mandolino e fisarmonica, e da B.B.Morse al contrabbasso, due dei più famosi e richiesti musicisti da studio e da tour texani. Fabrizio si è accompagnato alla chitarra acustica (una Gibson 100 del 1969) e ha cantato magnificamente, guadagnandosi fragorosi applausi e i complimenti di Phil Mezzetti, uno dei più famosi produttori e tecnici del suono in terra texana. Il nuovo disco di Fabrizio è stato trasmesso tantissimo dalle radio di Austin e dintorni, ed era bellissimo girare la manopola di sintonizzazione della radio del nostro pick up, e sentire magari due radio in contemporanea trasmettere “I wish to be in Texas”. UAU!!!.... da brividi. Tra l'altro stanno ritornando in voga negli States (se mai non lo siano state abbastanza) le live performance alle radio. Suonare dal vivo alle radio americane è un'esperienza, a detta di Fabrizio, davvero emozionante. A lui piacerebbe che ad ogni musicista italiano, venisse data la possibilità di poter esprimere se stesso ( e magari invitare la gente al concerto della sera stessa) solo con l'ausilio di una chitarra e di una fisarmonica.... Fabrizio dice che uno dei suoi prossimi obbiettivi sarà un Texas Radio Tour. I d.j.'s delle radio texane, (che al contrario di molti nostri famosi d.j.'s sono molto competenti in fatto di musica) si entusiasmano tantissimo alle esibizioni di Fabrizio. Anche adesso che siamo tornati, ci giungono notizie di come le sue canzoni siano mandate in onda tantissimo dalle emittenti radiofoniche. Un'altra bellissima esperienza è stata quella di registrare all'ARLYN STUDIO di Austin (dove Bonnie Raitt ha registrato “Nick of the time” il suo album di platino). Bobby Boyd, un altro bravissimo artista, ma purtroppo semisconosciuto nel nostro paese (non si sa perchè), ha organizzato una session dove ha invitato il meglio dei musicisti texani (mancavano solo Willie, Jerry Jeff e pochi altri, in tour o comunque lontani da “casa”), per cantare una specie di “We are the world” texano: una canzone corale sulla tragedia che ha colpito il popolo americano (la gente come noi, non certo i potenti). La canzone, veramente toccante, è stata registrata da Eric Paul (uno dei più importanti ingegneri del suono americani, che ha lavorato con Bonnie Raitt, Willie Nelson, Waylon Jennings....). Tutti i musicisti hanno voluto, non solo che Fabrizio cantasse nel coro, ma anche che aprisse la canzone con il suono della sua armonica. Tra l'altro Fabrizio, in quell'occasione, ha avuto i complimenti di EARL POOLE BALL. Magari il nome non vi dice molto, ma questo signore è stato per anni il pianista ufficiale della “SUN RECORDS”, nonchè al fianco di JOHNNY CASH per un lungo periodo ed ha persino prodotto il primissimo GRAM PARSONS. Naturalmente anche lui come tutti i grandi che abbiamo conosciuto in questi anni, è una persona squisita ed umilissima. L'evento ha avuto grandissimo risalto su tutti i giornali ed è stato ripreso da molte televisioni nazionali. Divertentissimo il concerto al Poodie's Hilltop ( il locale di proprietà del road manager di Willie Nelson, che è un grande fan di Fabrizio), ma lì si può dire che ormai siamo “di casa”, pensate solamente che i nostri cds sono nel juke box del locale... Inaspettatamente grandioso il concerto tenuto con la Blues Band di Marion Heflin, dove Fabrizio ha avuto l'onore di avere al basso l'incredibile STEVE MENDELL che è stato produttore per anni del grandissimo TOWNES VAN ZANDT ancora una leggenda negli States, ha prodotto e registrato “Live alive” di STEVIE RAY VAUGHN oltre ad essere stato per anni il sostituto ufficiale di Tommy Shannon nei “Double Trouble”. Come ciliegina sulla torta, questo incredibile musicista, ci ha raccontato come se fosse la cosa più normale del mondo, di aver suonato, la scorsa primavera, il basso per sette concerti con gli “ALMANN BROTHERS BAND”, perchè il loro bassista era ammalato, e di essere stato per un po' il bassista di PAUL BUTTERFIELD!!... Ci ha inoltre raccontato diversi aneddoti sulla vita del grande Stevie Ray, ascoltare questo grande musicista, era come vedere un film che lui però aveva vissuto veramente. Fabrizio ha anche partecipato a diverse manifestazioni musicali organizzate dalla Croce Rossa Americana a favore del popolo Afghano, duettando con musicisti del calibro di Debbi Walton, (sempre più brava a cantare il blues), John Arthur Martinez, Johnny Gringo (un “Okie”, che scrive canzoni interessanti e che se continua così diventerà qualcuno), Joe Forlini e Scott Boland, due grandi chitarristi che ho scoperto essere favolosi anche alla chitarra acustica. La sera dopo con questa formazione, a cui si è aggiunto il leggendario Donnie Price al basso, abbiamo suonato in un bellissimo locale, il “Wild Horse Grill”, dove Fabrizio, Debbi e tutti gli altri hanno fatto un concerto strepitoso. Naturalmente la serata che tutti aspettavano era quella dove Fabrizio avrebbe aperto per PAT GREEN (personaggio che in Texas è ormai una leggenda, incide per la UNIVERSAL, riempie gli stadi ma che nel nostro paese è considerato uno come tanti...chissà perchè...). Luckenbach, Texas, questo minuscolo (popolazione 3) e mitico paesino con la sua balera dove sono stati incisi dal vivo dischi famosissimi da Jerry Jeff Walker e tanti altri e dove Willie Nelson tiene ogni anno il suo affollatissimo festival del 4 Luglio il “4TH JULY PICNIC”, era ed è per Fabrizio e per tutti gli amanti della musica americana nel nostro paese, un luogo di sogno. Per lui, come dice nella canzone “I wish to be in Texas”, suonare su quel palco sarebbe stata la realizzazione di tanti sogni, fatti da un ragazzo di provincia italiano che vuole suonare musica americana. Ebbene, nonostante l'emozione fosse fortissima, tutto si è svolto nella maniera più naturale. Alle prove dei suoni tutti erano gentilissimi e premurosi, i musicisti di Pat Green sono ragazzi giovani ma molto professionali e davvero simpatici. Le prove del suono di Fabrizio e della sua band sono state di 5 (cinque) minuti!!! Fabrizio era comunque teso, perchè tutti i giornali l'avevano entusiasticamente presentato come “il Jerry Jeff Walker” italiano, ed inoltre ci avevano detto che il pubblico di Pat Green è molto difficile e che di solito è piuttosto “freddino” con la band che apre la serata (è successo persino a Ray Wylie “Redneck Mother” Hubbard che ha dovuto interrompere il concerto). Ebbene non solo Fabrizio è stato accolto da un caloroso applauso, ma, sin dal primo brano “Texas Queen” la gente batteva le mani e rispondeva al famoso coro “hey hey, the blues is allright “. I quarantacinque minuti di concerto sono volati via tra applausi, clapping hands e cori vari, ed il finale dello show ha visto tutta la gente in piedi ad applaudire la band. Molti fans di Pat Green sono voluti venire nel retro palco per farsi fotografare con Fabrizio e per fargli firmare autografi. Grandissima serata purtroppo rovinata nel finale del concerto di Pat Green, da un grosso temporale seguito da un pericoloso tornado che ha fatto fuggire le bands e il pubblico in gran fretta da Luckenbach. Che esperienza, da doppio UAU. Il giorno dopo le radio parlavano di due tornados: uno che purtroppo ha sradicato alberi, scoperchiato case e rovesciato macchine, l'altro invece era un cantautore italiano a cui il pubblico di Luckenbach, Texas ha tributato una “standing ovation”, venerdì 12 ottobre 2001. Il pomeriggio del giorno dopo ha visto Fabrizio protagonista ancora una volta del palco del più grosso raduno motociclistico texano: il famoso “Pig Roast”. Questa festa è davvero una esperienza di vita, per il posto, davvero stupendo, le bellissime motociclette (tutte Harley ovviamente) e per i personaggi davvero incredibili che si possono incontrare. Tra i tatuaggi che più ci hanno colpito ce n'erano due in particolare: “Se non hai ancora visto Dio, è perchè non sei ancora andato abbastanza veloce”, “Fai incazzare il tuo becchino: vivi per sempre” Avevamo già suonato lì due anni fa, ma quest'anno non so perchè c'era un'atmosfera diversa. Certo il pubblico degli Hell's Angels non è quello di un concerto di musica classica: se non gli piace la tua musica sono c.....! Per fortuna, la musica di Fabrizio gli è piaciuta, e tantissimo. L'ultima sera, che poi è la stessa in cui Fabrizio si è esibito al Bikers Festival, la band ha fatto davvero faville alla “DOUBLE OX CANTINA” di Fredericksburg, che era incredibilmente, a detta del proprietario, strapieno, anche a causa del grande successo che Fabrizio ha avuto la sera precedente a Luckenbach. Aspettavamo Tish Hinojosa che aveva promesso a Fabrizio che sarebbe venuto a cantare “La bamba” con lui. Purtroppo Tish ha telefonato dicendo che il giorno dopo doveva volare a Nashville dove aveva un importante appuntamento, ma ci ha assicurato che la cosa avverrà molto presto. Alle due di notte stavamo caricando il van con gli strumenti, alle 4 eravamo a Austin, per un'ora e mezza di sonno e alle 6, freschi come le rose, eravamo all'aereoporto di Austin in partenza per l'Italia. Ma anche questo è il Texas. IIIAAAHHH!! Angelina P.S.: · Questa è di Steve Mendell (bassista): “WHICH IS THE LONELINESS PLACE IN LOUISIANA?: BAYOU(R) SELF” · Questa invece è di Donnie Price (bassista): “CHICKEN MAMBO ‘S MUSIC WENT FROM CATFISH TO CREOLE TO CHICKEN FRIED STEAK” Non vuoi dire che magari i bassisti sono i più simpatici della band? Tutte
le foto del Texas Tour 2001 si possono vedere sul sito
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U.S. booking please contact: |
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